PNRR in Campania: Avellino guida la classifica con il 33,9% dei progetti conclusi
L'Irpinia conquista il primato regionale per opere ultimate. La Campania intercetta quasi 15 miliardi di euro, ma la media dei cantieri finiti resta al 16,8%.
Nel dossier di Camera e Senato sul monitoraggio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la provincia di Avellino emerge come la più virtuosa della Campania. Con 6.002 interventi finanziati per un ammontare di 889 milioni di euro, il territorio irpino ha già portato a termine il 33,9% dei progetti. Questo risultato stacca nettamente il resto della regione e supera con margine la media nazionale del 23,7%, dimostrando una notevole capacità amministrativa nella gestione dei fondi comunitari.
Il quadro regionale conferma comunque la Campania tra le protagoniste assolute dell'intera penisola per volume di risorse e numero di proposte accolte. La regione si posiziona infatti al quarto posto in Italia per progetti approvati, pari a 53.201, e al secondo posto dietro la sola Lombardia per finanziamenti intercettati, con quasi 15 miliardi di euro complessivi. Nonostante questo primato nell'attrazione degli investimenti, lo stato di avanzamento generale mostra una velocità ridotta, dato che le opere concluse sul territorio regionale si fermano al 16,8% mentre l'83,2% dei cantieri risulta ancora in fase di realizzazione.
Analizzando le altre realtà provinciali, si nota una velocità di attuazione decisamente disomogenea. Salerno e Caserta viaggiano a ritmi simili con quasi un quarto dei lavori completati, rispettivamente al 24,8% e al 24,4%, gestendo risorse per 2,4 e 1,7 miliardi di euro. Napoli assorbe la fetta più consistente dei finanziamenti con 5,2 miliardi distribuiti su oltre ventunemila progetti, ma registra un tasso di completamento limitato al 18,5%, seguita da Benevento che chiude la lista con l'18,1% di opere ultimate su 880 milioni stanziati.
L'impiego dei fondi si articola su tutte le direttrici strategiche previste dalla governance del piano. La transizione ecologica e il settore di istruzione e ricerca assorbono le quote maggiori superando ciascuno i 3,2 miliardi di euro, seguiti dalla digitalizzazione con oltre 2,6 miliardi e dalle infrastrutture con quasi 2,2 miliardi. A completare il quadro degli interventi figurano le risorse destinate all'inclusione sociale, al rafforzamento della rete sanitaria e al nuovo programma REPowerEU, delineando una trasformazione strutturale che attende ora di trasformare i cantieri aperti in opere fruibili dai cittadini.