Perde 50 mila euro in buoni fruttiferi per una piccola svista

Attenzione alle scadenze dei titoli postali: una distrazione può costare decenni di risparmi, come dimostra il caso di una risparmiatrice.

A cura di Redazione
17 aprile 2026 08:38
Perde 50 mila euro in buoni fruttiferi per una piccola svista -
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I buoni fruttiferi postali rappresentano da sempre uno dei porti sicuri più amati dai risparmiatori italiani, specialmente tra i più anziani, per la loro natura garantita e la bassa esposizione alle tempeste dei mercati finanziari. Tuttavia, dietro la sicurezza del capitale si nasconde un'insidia burocratica che può trasformare un investimento redditizio in una perdita totale: la prescrizione. Il recente caso di una risparmiatrice di Ferrara è un monito severo per tutti coloro che conservano i propri risparmi nel cassetto senza monitorarne con estrema precisione le clausole temporali.

La vicenda ha visto protagonista una donna che, convinta di possedere titoli con durata ventennale, si è presentata allo sportello per riscuotere un capitale di 50.000 euro maggiorato di un generoso rendimento del 35%. La doccia fredda è arrivata direttamente dall'impiegato postale: i buoni appartenevano in realtà a una serie specifica con scadenza a soli sei anni. Poiché il termine ultimo per la riscossione cadeva nel 2017, la richiesta avanzata nel 2023 è risultata fuori tempo massimo. Nonostante il ricorso legale, il Tribunale ha dato ragione a Poste Italiane, sottolineando che è onere del risparmiatore informarsi sulle condizioni del titolo, consultando eventualmente anche la Gazzetta Ufficiale qualora il foglio informativo non fosse immediatamente disponibile.

È fondamentale che i risparmiatori, in particolare le persone più avanti con l'età che spesso conservano titoli sottoscritti molti anni fa, effettuino un controllo periodico e rigoroso dei propri documenti. Non bisogna mai dare per scontata la durata del buono basandosi su vecchie abitudini o ricordi approssimativi, poiché ogni serie di buoni risponde a decreti ministeriali differenti che ne regolano durata e interessi. Una volta superata la data di scadenza, inizia a decorrere il termine di prescrizione, solitamente decennale, oltre il quale non solo si perdono gli interessi maturati, ma si rischia di non poter più recuperare nemmeno la cifra inizialmente investita. Prima che il tempo cancelli i propri sacrifici, una verifica allo sportello o una consulenza con esperti del settore rimane l'unica difesa efficace contro la perdita del proprio tesoretto.

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