PD Avellino, fumata nera o intesa? Ore decisive per il nome del sindaco

Il vertice di Salerno cerca la sintesi tra Ambrosone e Todisco per evitare la conta interna. Liste da presentare tra soli quindici giorni.

A cura di Redazione
10 aprile 2026 07:53
PD Avellino, fumata nera o intesa? Ore decisive per il nome del sindaco -
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A quindici giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste, il Partito Democratico irpino si trova davanti a un bivio fondamentale. Stamattina a Salerno, un tavolo tecnico d'urgenza — voluto da Piero De Luca d’intesa con Maurizio Petracca e la segreteria regionale — sta tentando l'ultima mediazione diplomatica per evitare che la scelta del candidato sindaco di Avellino finisca in uno scontro frontale ai voti.

I nomi sul tavolo: Ambrosone in pole position

La strategia dei vertici punta tutto su una figura di mediazione. Il nome di Enza Ambrosone è quello che circola con maggiore forza nelle ultime ore. E' considerata una figura capace di unire le diverse anime del partito. Petracca e Piero De Luca la ritengono la carta giusta per siglare la pace interna. Se l’area "deluchiana" sembra convinta, le minoranze interne restano, per ora, tiepide.

Il muro delle minoranze: l'opzione Todisco

Dall'altro lato della barricata non si arretra. Il fronte che fa capo a Umberto Del Basso De Caro, sostenuto dall'area Schlein, Enzo De Luca e Rosetta D’Amelio, punta con decisione su Francesco Todisco. Non si tratta di una semplice proposta, ma di un blocco compatto che rende la trattativa complessa.

Sullo sfondo restano le posizioni di Walter Giordano (frenato da un "alt" romano) e Luca Cipriano, pronti a intervenire qualora i due fronti principali non dovessero trovare un punto d'incontro.

Lo spettro della "conta" di lunedì

Se il vertice salernitano dovesse chiudersi con un nulla di fatto, la palla passerà inevitabilmente alla Direzione provinciale di via Tagliamento, prevista per lunedì. A quel punto, con il tempo che stringe, l'unanimità diventerebbe un miraggio e il partito sarebbe costretto a contare i voti, rischiando di arrivare alle elezioni con una coalizione spaccata.

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