Partenio abbandonato: rifugi devastati, sentieri in rovina e quad a Campo Maggiore
Tra Summonte e Mercogliano rifugi inagibili, strutture nel degrado e sentieri trascurati. Chi deve provvedere a tutelare questo patrimonio naturalistico? La Vergogna nella Galleria Fotografica
Il Parco del Partenio, un patrimonio naturalistico che potrebbe rappresentare una grande risorsa per il turismo e lo sviluppo delle aree interne, è sempre più segnato dall’abbandono. Tra Summonte e Mercogliano diversi rifugi versano in condizioni di degrado e inagibilità, le strutture per l’arrampicata sportiva sono lasciate a sé stesse e la sentieristica attende interventi di manutenzione. A Campo Maggiore, intanto, le tracce dei quad sul prato e i segnalati passaggi nell’area del laghetto appena riaffiorato sollevano interrogativi sulla tutela di un ambiente particolarmente delicato.
Rifugi inagibili e opere dimenticate
Sono diverse le strutture montane che, anziché accogliere escursionisti e visitatori, testimoniano oggi una lunga stagione di incuria. Rifugi che avrebbero potuto diventare punti di riferimento per chi frequenta il Partenio sono ridotti in condizioni indecorose, con la necessità di verificare lo stato degli immobili e programmare interventi di recupero e messa in sicurezza.
Anche le opere realizzate per l’arrampicata sportiva, secondo le segnalazioni, risultano abbandonate da anni, danneggiate e in alcuni casi interessate da incendi. Una situazione che, oltre a rappresentare uno spreco di risorse, pone problemi di sicurezza.
Non va meglio alla rete dei sentieri, che potrebbe costituire una delle principali attrattive per il turismo naturalistico, ma che necessita di manutenzione, cura e controlli costanti.
Eppure, con una programmazione adeguata e il coinvolgimento delle associazioni locali attraverso procedure trasparenti, queste strutture potrebbero tornare a vivere, diventando presidi di accoglienza, informazione ambientale e promozione del territorio.
Campo Maggiore, i quad sul prato e il laghetto
A destare particolare preoccupazione sono anche le tracce dei quad segnalate a Campo Maggiore, nel territorio di Mercogliano. I segni lasciati dai mezzi sul prato e i passaggi che, secondo le segnalazioni, avrebbero interessato persino l’area del laghetto appena riaffiorato pongono una questione che merita verifiche immediate.
In un ambiente caratterizzato da peculiarità naturalistiche, il transito dei mezzi motorizzati può provocare alterazioni del suolo e disturbare gli habitat. L’effettiva entità degli eventuali danni dovrà essere accertata con sopralluoghi tecnici, ma è legittimo chiedere chi controlli gli accessi e come vengano fatte rispettare le disposizioni vigenti.
Il sito ufficiale del Parco regionale del Partenio riporta un provvedimento relativo al divieto di transito di biciclette, ciclomotori e autoveicoli nella località Campo Maggiore. È necessario verificarne il testo integrale, l’ambito di applicazione e la vigenza, ma la questione resta: quali controlli vengono effettuati e quali provvedimenti sono previsti in caso di violazioni?
Un patrimonio ambientale da proteggere
Il Parco regionale del Partenio comprende un territorio di grande valore paesaggistico ed ecologico, con aree ricadenti nella rete europea Natura 2000. La conservazione degli habitat e delle specie tutelate richiede una gestione attenta e il rispetto delle norme ambientali.
La direttiva Habitat 92/43/CEE prevede, all’articolo 6, paragrafo 3, la valutazione d’incidenza per piani e progetti che possano avere effetti significativi sui siti Natura 2000, secondo le condizioni stabilite dalla normativa. Non ogni attività richiede automaticamente una nuova valutazione, ma le iniziative potenzialmente impattanti devono essere esaminate alla luce delle disposizioni applicabili.
Per questo è necessario fare chiarezza sulle autorizzazioni eventualmente richieste, sulle misure di conservazione e sulle responsabilità di vigilanza.
La tutela ambientale non può esaurirsi nei vincoli cartografici o nei provvedimenti amministrativi: deve tradursi in una presenza concreta sul territorio.
La manutenzione deve tornare una priorità
Un ruolo importante può essere svolto dagli enti responsabili della gestione montana e dalle maestranze forestali, nell’ambito delle rispettive competenze e nel rispetto della normativa regionale, compresa la legge della Regione Campania n. 11 del 1996. Eppure la comunità montana e gli operai della forestazione dovrebbero essere utilizzati per tutelare e bonificare questi territori. Furono istituiti per la tutela delle aree montane, non per le siepi di paese.
La manutenzione dei sentieri, la cura del patrimonio boschivo, la prevenzione del dissesto e il recupero delle aree degradate richiedono una programmazione stabile, non interventi occasionali.
Occorre conoscere quali lavori siano stati programmati, quali risorse siano disponibili e quali risultati siano stati raggiunti. Allo stesso modo, è necessario verificare le condizioni dei rifugi, individuare i soggetti responsabili della loro gestione e stabilire un percorso concreto per recuperarli.
Il Partenio merita un futuro diverso
Il degrado dei rifugi tra Summonte e Mercogliano, l’abbandono delle strutture sportive, la scarsa manutenzione dei sentieri e le segnalazioni relative ai quad a Campo Maggiore raccontano problemi diversi, ma legati da una questione comune: la necessità di una gestione più efficace del patrimonio naturale e pubblico.
Il Parco potrebbe diventare un riferimento per l’escursionismo, l’educazione ambientale e il turismo sostenibile, generando opportunità per le comunità locali. Per farlo servono collaborazione tra enti, controlli, manutenzione e progetti capaci di restituire funzionalità alle strutture esistenti.
La domanda è rivolta al Parco, ai Comuni di Summonte e Mercogliano e agli enti competenti: quali interventi si intendono avviare per fermare il degrado e restituire questi luoghi alla collettività?
Il Partenio non ha bisogno soltanto di essere celebrato. Ha bisogno di essere custodito, curato e valorizzato. Perché un patrimonio naturale abbandonato è un’occasione perduta per tutto il territorio.