Parco De Mita, Mastella: «Il Questore valuterà provvedimenti sulla struttura»
Dopo l’episodio della notte scorsa il sindaco di Benevento ha sentito il questore Giovanni Leuci: «Nessuna intenzione di tralasciare nessun aspetto»
«In merito all'episodio di cronaca occorso presso il Parco De Mita, la notte scorsa, ho sentito il Questore di Benevento, dottor Giovanni Leuci». Lo scrive in una nota il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, intervenendo sull’episodio avvenuto nella notte presso la struttura.
«Le forze dell'ordine indagano naturalmente sull'accaduto – aggiunge il primo cittadino – e mi ha anticipato che valuterà seriamente provvedimenti a carico della struttura teatro del fattaccio, ai sensi del Testo unico delle Leggi di pubblica sicurezza (Tulps)».
Mastella annuncia inoltre che la questione della sicurezza sarà affrontata nel prossimo Comitato per l'Ordine e la Sicurezza, in sede prefettizia. «Saranno condivise tra Comune e forze dell'ordine ulteriori misure a salvaguardia della sicurezza in città», spiega il sindaco.
«Non c'è la minima intenzione di tralasciare nessun aspetto e tutta la volontà di stroncare qualsivoglia rigagnolo di illegalità e criminalità», sottolinea.
Nella sua nota, Mastella richiama poi l’indice statistico elaborato su dati del Viminale, secondo il quale Benevento figura «tra le città più sicure del Paese (terzo posto in assoluto)».
Un dato che, precisa il sindaco, «non implica certo l'inesistenza di fenomeni di criminalità o la possibilità che si verifichino fatti di natura illegale o violenta». Situazioni che, aggiunge, «vanno combattute con forza dalle istituzioni e isolate dai cittadini responsabili».
Per Mastella, la tutela dell’ordine pubblico richiede una risposta condivisa: «La lotta alle insorgenze criminali e la tutela dell'ordine pubblico richiedono una collaborazione massima e corale».
Infine, il sindaco prende posizione contro eventuali strumentalizzazioni politiche della vicenda. «Tentativi demagogici e strumentali di trarne dividendi politici sono inutili e sbagliati», conclude Mastella, auspicando «che su questo delicato versante non ci siano né maliziosi distinguo, né tentazioni di speculare».