Orrore in Irpinia: bimbo di 10 anni legato al letto e maltrattato

Arrestato un 47enne per sequestro di persona e violenze reiterate sul figlio della convivente. Il piccolo era vittima di abusi dal 2020.

30 aprile 2026 17:15
Orrore in Irpinia: bimbo di 10 anni legato al letto e maltrattato -
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I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Avellino hanno arrestato giovedì un uomo di 47 anni, residente in Irpinia, con le pesanti accuse di maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona ai danni di un minore di soli dieci anni. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Avellino su richiesta della locale Procura, giunge al termine di una complessa indagine che ha svelato un contesto di brutali violenze domestiche protrattesi per circa sei anni. Il provvedimento è scattato dopo che gli inquirenti hanno accertato la gravità delle condotte dell'indagato, il quale avrebbe segregato il bambino, figlio della propria compagna, privandolo della libertà personale e della dignità umana.

Le attività investigative condotte dai militari dell'Arma hanno permesso di ricostruire minuziosamente un calvario iniziato nel 2020 e terminato solo nel 2026, segnato da perduranti sofferenze e umiliazioni inflitte al piccolo vittima. Le intimidazioni quotidiane e le aggressioni verbali subite dal minore sarebbero degenerate in molteplici episodi di violenza fisica e in sistematiche privazioni che gli impedivano ogni normale relazione sociale o familiare. Il culmine della crudeltà è stato raggiunto in un recente episodio di sequestro di persona, durante il quale l'uomo avrebbe segregato il bambino legandolo letteralmente a un letto all'interno dell'abitazione in cui convivevano, provocandogli traumi psicofisici profondi e alterando drasticamente le sue condizioni di vita.

Il solido quadro probatorio è stato costruito grazie alla delicata attività istruttoria svolta da personale specializzato nella gestione di violenze di genere, che ha lavorato in stretta sinergia con i Servizi Sociali e gli psicologi dei centri antiviolenza locali. Oltre alle testimonianze raccolte, sono risultati decisivi l'analisi dei profili social e il recupero di dati informatici contenenti immagini e filmati che hanno fornito riscontri oggettivi alle ricostruzioni dei fatti. Durante l’arresto, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro di ulteriori dispositivi elettronici che saranno ora sottoposti a perizie forensi per rintracciare nuovi elementi utili a consolidare l'accusa durante il processo.

L'indagato era già stato colpito in precedenza da una misura di allontanamento dalla casa familiare e dal divieto di avvicinamento alla convivente e ai suoi figli, provvedimento emesso dal Tribunale per i Minorenni di Napoli che tuttavia non era bastato a fermare le condotte criminali. Dopo l'espletamento delle formalità di rito presso la caserma, l'uomo è stato trasferito nella Casa Circondariale di Avellino, dove resta a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. La vicenda ha scosso profondamente l'intera comunità irpina, ponendo l'accento sull'importanza della rete di protezione territoriale nel far emergere abusi così atroci consumati tra le mura domestiche.

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