Onde di calore e "bollini colorati": come funziona il sistema di allerta della salute pubblica

Dietro le etichette meteo c'è una macchina sanitaria complessa che valuta lo stress bioclimatico sul nostro corpo.

07 agosto 2026 09:26
Onde di calore e "bollini colorati": come funziona il sistema di allerta della salute pubblica -
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Quante volte, sentendo le previsioni del tempo d'estate, ci siamo imbattuti in espressioni come "bollino arancione" o "bollino rosso"? Spesso tendiamo a liquidarle come semplici etichette meteorologiche, un modo un po' allarmistico per dire che farà molto caldo. In realtà, dietro quei bollini c’è molto di più: c'è una macchina istituzionale e sanitaria complessa, nata per proteggere la nostra salute ben prima che la colonnina di mercurio schizzi alle stelle.

Questo sistema di allerta non nasce per caso. È gestito e coordinato dal Ministero della Salute, che lavora a stretto contatto con il Dipartimento di Epidemiologia, il centro di competenza nazionale che elabora i dati per decine di città italiane. Le sue radici affondano nei primi anni Duemila ed è stato fortemente potenziato e strutturato dopo la drammatica e storica ondata di calore che colpì l'Europa nell'estate del 2003, un vero e proprio spartiacque che ha cambiato il modo in cui la sanità pubblica affronta le emergenze climatiche.

Il termometro di casa o quello appeso fuori dal bar misura semplicemente la temperatura dell'aria all'ombra. Il Ministero della Salute, invece, fa un lavoro molto più sofisticato, calcolando lo stress bioclimatico sul corpo umano. Questo significa che nei bollettini non ci sono solo i gradi, ma si valutano l'umidità, che impedisce al sudore di evaporare e raffreddarci, la ventilazione e soprattutto la persistenza del caldo giorno e notte. Quando le minime non scendono neanche dopo il tramonto, ovvero durante le cosiddette "notti tropicali", il corpo non riesce a recuperare e il rischio per la salute si impenna.

La scala dell'allerta del Ministero si muove su quattro livelli ben definiti, a partire dal verde, il Livello 0, che indica condizioni meteorologiche stabili, del tutto normali e senza alcun rischio per la salute. Si passa poi al giallo, il Livello 1, che rappresenta una sorta di pre-allerta per segnalare che le condizioni meteo potrebbero evolvere verso un'ondata di calore e invita a tenere gli occhi aperti. Il livello arancione, o Livello 2, indica che il caldo comincia a fare sul serio, poiché le temperature elevate e il clima afoso possono avere effetti negativi sulla salute, in particolare sulle fasce più fragili della popolazione come anziani, bambini molto piccoli, donne in gravidanza e persone con patologie croniche. Infine si giunge al rosso, il Livello 3, che rappresenta l'emergenza piena. In questa fase ci si trova di fronte a un'ondata di calore intensa e prolungata, in cui il rischio sanitario è così alto che gli effetti negativi non colpiscono più solo i soggetti fragili, ma possono estendersi potenzialmente anche a persone sane e attive.

Conoscere questi livelli non serve a generare panico, ma a cambiare marcia. Quando scatta il bollino rosso, le amministrazioni locali, i servizi sociali e le strutture sanitarie attivano piani di emergenza dedicati, potenziando l'assistenza domiciliare, aprendo luoghi climatizzati e aiutando le persone più sole o vulnerabili. Affrontare le ondate di calore significa smettere di considerarle un semplice fastidio estivo e iniziare a trattarle per quello che sono: un rischio climatico concreto, che richiede prevenzione, attenzione e rispetto per il nostro organismo.

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