Nuove ZPS tra Castel Volturno e Mondragone, Coldiretti chiede un confronto
Le quattro nuove Zone di Protezione Speciale fanno scattare vincoli europei. Gli agricoltori: «Servono certezze e confronto prima delle restrizioni»
Quattro nuove Zone di Protezione Speciale nel territorio compreso tra Castel Volturno, Cancello ed Arnone e Mondragone. La decisione della Regione Campania, contenuta nella Delibera n. 351 del 30 giugno, preoccupa il mondo agricolo, che chiede un confronto immediato sulle conseguenze del provvedimento.
Le nuove ZPS riguardano le Aree agricole interne Castel Volturno e Cancello Arnone, Monte Origlio e Bosco Cuccari, Monteverde e Mondragone. Dal 6 luglio è scattato il regime di tutela previsto dalla normativa europea, in attesa della definizione delle specifiche misure di conservazione.
A intervenire è Coldiretti Caserta, che ha scritto agli assessorati regionali all’Agricoltura e all’Ambiente chiedendo una convocazione urgente. L'organizzazione evidenzia le possibili ricadute sulle attività agricole, dalla gestione ordinaria dei terreni agli investimenti e ai programmi di sviluppo aziendale.
«Siamo i primi a difendere l’ambiente, perché senza terra fertile e ambiente sano non c’è agricoltura – sottolinea il presidente di Coldiretti Caserta, Enrico Amico – ma non si può tutelare la natura mettendo in ginocchio chi la custodisce».
Secondo Coldiretti, il provvedimento interessa un'area particolarmente importante per l'economia agricola della provincia, caratterizzata da zootecnia bufalina, orticoltura e seminativi. Da qui la richiesta di chiarire quali saranno concretamente gli effetti dei nuovi vincoli sulle aziende.
«Le nostre imprese hanno bisogno di certezze, non di divieti», aggiunge Amico, chiedendo alla Regione di aprire un tavolo con il mondo agricolo per valutare le conseguenze delle nuove ZPS e individuare un equilibrio tra tutela ambientale e attività produttive.
Coldiretti Caserta attende ora una convocazione da parte dei due assessorati regionali competenti. L’obiettivo dichiarato è arrivare a un confronto sulle misure di conservazione e sulle modalità con cui le nuove tutele potranno convivere con la gestione quotidiana delle aziende agricole.