Morte endouterina prima del parto: Tribunale di Napoli Nord condanna ginecologo

Riconosciuta la responsabilità professionale del medico e il risarcimento di 600.000 euro per il danno da perdita del rapporto parentale.

24 agosto 2026 10:59
Morte endouterina prima del parto: Tribunale di Napoli Nord condanna ginecologo -
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Un tragico epilogo ha segnato la vicenda di una giovane coppia alla prima gravidanza, giunta dopo circa quattro anni di intensi tentativi di concepimento. La drammatica perdita della bambina per morte endouterina, avvenuta a pochissimi giorni dal parto programmato, ha trovato infine una risposta nelle aule di giustizia con la sentenza n. 1991/2026, pubblicata l’8 giugno 2026 dalla Seconda Sezione Civile del Tribunale di Napoli Nord. Il Giudice ha riconosciuto la piena responsabilità professionale del ginecologo che aveva in cura la gestante, condannandolo al risarcimento di un importo complessivo di circa 600.000 euro in favore dei genitori e dei familiari della piccola.

Nel corso del giudizio, la consulenza tecnica d’ufficio ha accertato che già durante la gestazione erano emersi elementi clinici significativi – tra cui nitide alterazioni delle flussimetrie e un anomalo aumento del liquido amniotico – che avrebbero dovuto imporre immediati e più approfonditi controlli sulla crescita fetale e sulla funzionalità della placenta. I consulenti nominati dal Magistrato hanno concluso che tali fondamentali accertamenti furono del tutto omessi e che, qualora il monitoraggio fosse stato eseguito nel pieno rispetto delle regole dell’arte medica, vi sarebbe stata una concreta e reale possibilità di evitare il decesso del feto. Il Giudice ha così condiviso integralmente le conclusioni peritali, sancendo un chiaro nesso causale tra la condotta negligente del sanitario e il nefasto evento.

Oltre al ristoro per la sofferenza patita dall'intero nucleo familiare, alla madre è stato liquidato un ulteriore e specifico danno biologico-psichico. L'istruttoria ha infatti accertato la sussistenza di un grave disturbo da lutto persistente e complicato che ha profondamente ed inevitabilmente compromesso la sua vita personale, sociale e lavorativa, determinando un'invalidità permanente nella misura del 15% e un periodo di 150 giorni di invalidità temporanea parziale. La pronuncia magistratuale ha inoltre accolto integralmente la domanda di manleva avanzata nei confronti della compagnia di assicurazione del medico, disponendo che la Assicuratrice Milanese Compagnia di Assicurazioni S.p.A. tenga indenne il professionista da tutte le somme dovute, comprese le spese processuali e i costi precedentemente sostenuti per l’accertamento tecnico preventivo.

Questa decisione rappresenta un fondamentale e significativo riconoscimento dei diritti delle vittime di malasanità e riafferma con forza il valore giuridico del viscerale rapporto affettivo che si instaura con il nascituro già durante la vita intrauterina. Per la famiglia coinvolta nessuna pronuncia potrà mai cancellare il profondo dolore subito, ma l'accertamento e il formale riconoscimento delle responsabilità costituiscono un atto essenziale di giustizia. A rendere nota questa importante pronuncia nell’ambito della responsabilità sanitaria e a tutelare i familiari in questo complesso percorso legale è stato lo Studio Associato Maior, con i suoi legali Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo.

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