Bene confiscato camorra

Monteforte Irpino, la nuova casa del Parco del Partenio

Dalla dimora di un appartenente a un clan mafioso a presidio di legalità, tutela ambientale e sviluppo del territorio. Venerdì 6 novembre, alle ore 16.30, sarà inaugurata a Monteforte Irpino la nuova sede dell’Ente Regionale Parco del Partenio

02 novembre 2026 15:56
Monteforte Irpino,  la nuova casa del Parco del Partenio -
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Un immobile sottratto alla criminalità organizzata e restituito alla collettività, pronto a diventare un simbolo concreto di legalità e rinascita. È questo il significato dell'inaugurazione della nuova sede dell’Ente Regionale Parco del Partenio, ospitata in un bene confiscato alla camorra in via Acqua delle Noci, a Monteforte Irpino.

Un cambiamento dal forte valore simbolico: quella che un tempo era la dimora di un appartenente a un clan mafioso diventerà da venerdì la casa della tutela ambientale, della valorizzazione turistica e della promozione di un territorio ricco di risorse naturali e paesaggistiche.

La cerimonia prenderà il via alle ore 16.30 in Piazza Amodeo, dove è previsto il ritrovo delle autorità e dei partecipanti. Sono state invitate tutte le istituzioni del territorio, dai sindaci ai consiglieri provinciali e regionali, fino ai parlamentari. Ad accogliere gli ospiti sarà l'inno nazionale eseguito dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale “S. Aurigemma” di Monteforte Irpino, guidato dalla dirigente scolastica Filomena Colella.

Seguiranno gli interventi istituzionali del sindaco Fabio Siricio, del presidente dell’Ente Parco Francesco Iovino, di Carlo Ceprano, componente della Commissione Anticamorra, beni confiscati, bonifiche ambientali ed ecomafie, e del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Alle 17.30 è previsto il momento ufficiale del taglio del nastro e l'apertura della nuova sede di via Acqua delle Noci.

Una giornata importante per l'Ente Parco e per l'intera comunità, come sottolineato dal presidente Francesco Iovino, che evidenzia il valore della nuova struttura e le prospettive che potrà offrire al territorio.

«Per noi sarà una giornata molto importante – sottolinea Iovino –. Non solo per l’autorevole presenza del Ministro Piantedosi, ma anche perché il Parco avrà una nuova sede, pronta ad operare per il bene di questo territorio e di tutti quelli che ricadono nel perimetro del nostro Ente, in stretta sinergia con tutti gli enti competenti, con le associazioni, con i cittadini».

L'obiettivo, spiega il presidente, è preservare un patrimonio ambientale di grande valore e, allo stesso tempo, trasformarlo in un'opportunità di crescita economica e sociale.

«Dobbiamo preservare questo immenso patrimonio ambientale e difenderlo con grande impegno, facendo però anche il possibile affinché possa diventare una risorsa anche dal punto di vista economico, sperando di riuscire a trattenere i giovani nel nostro meraviglioso Mezzogiorno».

La nuova sede sarà dunque molto più di un semplice spazio amministrativo. Nelle intenzioni dell'Ente diventerà un laboratorio aperto alla comunità, dedicato alla tutela e al rispetto dell'ambiente, all'educazione ambientale e alla diffusione della cultura della legalità.

«La nuova sede del Parco sarà un vero e proprio laboratorio di tutela e rispetto dell’ambiente, educazione ambientale e di legalità e sarà aperta a tutti», conclude Iovino.

Un bene sottratto alla camorra che cambia volto e funzione: da simbolo del potere criminale a luogo al servizio dei cittadini. Un segnale concreto di come i patrimoni confiscati possano diventare strumenti di riscatto, partecipazione e sviluppo per le comunità.

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