Nodo indennità

Monteforte, fondi al cimitero: Scegliamo attacca il sindaco Siricio

Il gruppo richiama la nota del dirigente finanziario Apreda e chiede chiarimenti sulla rinuncia all’indennità e sulla variazione di bilancio.

26 ottobre 2026 18:08
Monteforte, fondi al cimitero: Scegliamo attacca il sindaco Siricio -
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L’indennità di funzione del mese di ottobre che il sindaco Fabio Siricio ha annunciato di voler destinare alla riqualificazione del cimitero comunale finisce al centro di una polemica politica. A sollevare la questione è il gruppo consiliare Scegliamo Monteforte, che richiama una nota protocollata ad agosto, la numero 18568, firmata dal responsabile del Settore Economico-Finanziario del Comune, il dottor Luigi Apreda, e indirizzata allo stesso primo cittadino e al segretario generale.

Al centro della vicenda c’è la possibilità di destinare concretamente le somme derivanti dalla rinuncia all’indennità ai lavori del cimitero. Secondo quanto riportato dal gruppo consiliare, nella nota il dirigente chiarisce che l’articolo 82 del Testo unico degli enti locali (TUEL) consente al sindaco di rinunciare, in tutto o in parte, alla propria indennità, ma non gli attribuisce il potere di decidere autonomamente come utilizzare le risorse risparmiate.

Eventuali indicazioni del primo cittadino avrebbero, quindi, valore di indirizzo politico, senza essere vincolanti per l’amministrazione. Per destinare le somme a uno specifico capitolo di spesa sarebbe necessaria una variazione di bilancio, da approvare attraverso le procedure previste dalla normativa e dall’organo competente.

«L’annuncio non è un atto amministrativo»

È su questo punto che Scegliamo Monteforte concentra le proprie critiche, contestando la distanza tra l’annuncio pubblico del sindaco e il percorso amministrativo necessario per rendere effettiva la destinazione delle risorse.

«Il sindaco conosce questo parere da due mesi – dichiara il gruppo – eppure continua a presentare come scelta personale qualcosa che personale non è. Rinunciare all’indennità è legittimo, e nessuno lo contesta. Ma quei soldi non passano dalla tasca del sindaco al cimitero. Restano nel bilancio del Comune, e possono arrivare al cimitero solo con una variazione votata in Consiglio. Finora non ne abbiamo vista nessuna».

Una presa di posizione che non mette in discussione la legittimità della rinuncia all’indennità, ma solleva interrogativi sulle modalità con cui le somme potrebbero essere effettivamente impiegate per gli interventi annunciati.

Tre domande all’amministrazione

Il gruppo consiliare rivolge quindi tre domande all’amministrazione comunale, chiedendo chiarimenti sugli atti adottati e sulle risorse impiegate per i lavori.

La prima riguarda la rinuncia all’indennità: è stata formalizzata, con quale atto e per quale importo?

La seconda riguarda la destinazione delle somme: è stata predisposta la necessaria variazione di bilancio per finanziare gli interventi di riqualificazione del cimitero?

Infine, Scegliamo Monteforte chiede di conoscere la provenienza dei fondi utilizzati per i lavori già in corso, evidenziando che l’indennità relativa al mese di ottobre, per ragioni temporali, non può aver finanziato interventi avviati in precedenza.

«Servono interventi programmati, non annunci»

La questione assume particolare rilievo anche in vista della ricorrenza del 2 novembre, tradizionalmente dedicata alla commemorazione dei defunti, quando il cimitero registra una maggiore affluenza di cittadini.

«Il cimitero ha bisogno di interventi programmati, non di annunci fatti a una settimana dal 2 novembre», conclude Scegliamo Monteforte. «Se il sindaco vuole davvero destinare quelle risorse, porti la variazione in Consiglio e la discuteremo nel merito. Fino ad allora, quello di oggi è un comunicato, non un atto».

Il confronto politico si sposta dunque sul piano amministrativo e contabile: da un lato, la rinuncia annunciata dal sindaco; dall’altro, la necessità di chiarire con quali provvedimenti e attraverso quali risorse il Comune intenda finanziare la riqualificazione del cimitero. Per il gruppo consiliare, la questione potrà dirsi definita soltanto quando alla dichiarazione pubblica seguiranno gli atti amministrativi necessari.

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