Monaldi: famiglie in rivolta per i bimbi trasferiti a Roma dal Sud

Carenza di interventi complessi a Napoli e costi insostenibili: i genitori dei piccoli pazienti chiedono il ripristino dell'eccellenza.

A cura di Redazione
01 aprile 2026 12:45
Monaldi: famiglie in rivolta per i bimbi trasferiti a Roma dal Sud -
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La sanità campana si trova nuovamente al centro di una tempesta emotiva e organizzativa. Al centro della vicenda ci sono i piccoli pazienti del reparto di Cardiochirurgia Pediatrica dell'Ospedale Monaldi di Napoli, costretti a lunghi viaggi verso l'Ospedale Bambino Gesù di Roma per poter ricevere cure specialistiche.

Una situazione che le famiglie definiscono ormai "insostenibile", denunciando attraverso una nota ufficiale un drastico arretramento di quella che un tempo era considerata un’eccellenza del Mezzogiorno.

Il grido d'aiuto delle famiglie

Le criticità sollevate dai genitori non riguardano solo l'aspetto clinico, ma colpiscono duramente la stabilità economica e psicologica dei nuclei familiari. I punti chiave della protesta includono:

  • Blocco delle attività complesse: Viene chiesto il ripristino immediato della chirurgia ad alta specializzazione presso il Monaldi.

  • Emergenza economica: I trasferimenti improvvisi e i soggiorni prolungati fuori regione gravano interamente sulle tasche delle famiglie, senza alcun supporto strutturato dall'azienda sanitaria.

  • Caos organizzativo: Si lamenta una totale mancanza di chiarezza sulle tempistiche e sulle modalità di spostamento, rendendo impossibile la gestione del lavoro e degli altri figli.

"Ci sentiamo soli ad affrontare un carico insostenibile, in un momento già estremamente delicato per la salute dei nostri figli."

Il confronto con il passato

Il rammarico delle famiglie nasce anche dal ricordo di una gestione diversa. La nota cita esplicitamente il periodo sotto la guida del dottor Oppido, durante il quale il reparto garantiva continuità e qualità assistenziale anche per i casi più critici, evitando l'esodo verso la Capitale.

Un impatto emotivo devastante

Oltre al portafogli, a soffrire è la serenità dei pazienti più fragili. Lo spostamento forzato lontano dalla propria città d'origine non è solo un problema logistico, ma un trauma emotivo che colpisce bambini già provati dalla malattia.

Le famiglie attendono ora risposte concrete dalle istituzioni sanitarie regionali, chiedendo che il Monaldi torni a essere quel faro di speranza che è stato per anni per tutto il Sud Italia.

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