Minori e giustizia: la denuncia del Procuratore di Napoli

Il nuovo Ddl sull'imputabilità giovanile solleva forti polemiche: per Patrizia Imperato servono prevenzione e strutture, non solo repressione.

26 luglio 2026 09:09
Minori e giustizia: la denuncia del Procuratore di Napoli -
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Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, Patrizia Imperato, ha espresso dura contrarietà nei giorni scorsi al nuovo ddl sull'imputabilità dei minori tra i 14 e i 18 anni, criticandone l'approccio puramente punitivo. La presa di posizione nasce dall'esigenza di denunciare un provvedimento ritenuto di facciata e incapace di incidere sulla sicurezza reale, sollevando il timore di un progressivo abbassamento dell'età punibile che non affronta le radici del disagio giovanile.

Secondo la procuratrice, il governo dovrebbe concentrare le proprie risorse sulla prevenzione concreta piuttosto che limitarsi a intervenire quando i reati sono già stati commessi. L'assenza di politiche efficaci contro la dispersione scolastica e la carenza di spazi di aggregazione rischiano di alimentare una spirale repressiva che punta solo ad inasprire le pene senza risolvere i problemi di fondo. I giovanissimi sono spesso portatori di profonde difficoltà relazionali, familiari e sociali, oggi amplificate da un uso distorto dei dispositivi digitali e dei social media.

La situazione è resa ancora più complessa dalla rigidità burocratica e dalla carenza cronica di risorse sul territorio. Strumenti amministrativi come l'articolo 25 sono stati progressivamente svuotati della loro efficacia a causa di tempi procedurali troppo lunghi, mentre il collocamento in comunità si scontra con una grave mancanza di strutture disponibili, in particolare nel Mezzogiorno e in Campania.

Nonostante queste imponenti difficoltà operative, la Procura di Napoli ha tentato di rispondere alle emergenze locali attivando una sezione specializzata dedicata all'ascolto degli infraquattordicenni e al contrasto dei reati legati alla detenzione di armi da taglio. Questo sforzo quotidiano, reso possibile solo grazie alla collaborazione illuminata della Questura che ha fornito agenti dedicati, dimostra quanto sia urgente fermare la corsa all'inasprimento delle pene per programmare interventi strutturali e realmente formativi.

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