Minorenni in fuga: inseguimenti folli e auto rubate

Due diversi episodi: 'mamma non lo sa', 'non lo dite a papà'

A cura di Redazione
25 febbraio 2026 10:02
Minorenni in fuga: inseguimenti folli e auto rubate -
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Una notte che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia quella vissuta tra le strade di Napoli e della sua provincia. Il bilancio dei controlli dei Carabinieri della Compagnia Napoli Stella racconta di due inseguimenti ad alta velocità, manovre spericolate e protagonisti giovanissimi, quasi bambini, del tutto ignari del rischio mortale corso e fatto correre.

Trenta minuti di terrore: in Panda tra contromano e mazze da baseball

Il primo episodio ha avuto inizio intorno alle 23:00. Una Fiat Panda con tre persone a bordo non si è fermata all'alt dei militari, dando il via a una fuga durata ben 30 minuti. Il conducente, privo di esperienza ma determinato a non fermarsi, ha dato vita a un percorso di guerra:

  • Manovre contromano in pieno centro abitato.

  • Rotonde "tagliate" senza rallentare.

  • Guardrail abbattuti ripetutamente lungo il tragitto.

La corsa è terminata a Villaricca, dove i tre hanno tentato la fuga a piedi. I Carabinieri sono riusciti a bloccare due minorenni, di 14 e 15 anni. All'interno dell'utilitaria, oltre ai danni, sono stati rinvenuti un coltello e una mazza da baseball. Per i due sono scattate le manette e il trasferimento al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. Tragicomica la giustificazione del figlio della proprietaria dell'auto: «Mamma non lo sa».

Sfida al volante sul SUV del padre: a 150 km/h in Corso Secondigliano

Poche ore dopo, lo scenario si è ripetuto con un mezzo ben più potente. Un BMW X6 con a bordo sei giovanissimi ha ignorato l'alt in piazza Di Vittorio. Ne è nato un inseguimento da brividi, con punte di velocità che hanno toccato i 150 km/h tra le strade cittadine.

Quando i militari sono riusciti a sbarrare la strada al grosso SUV in Corso Secondigliano, la sorpresa: a bordo c'erano sei minorenni tra i 16 e i 17 anni. Il conducente, un sedicenne, aveva sottratto l'auto al genitore. Anche in questo caso, la preoccupazione principale non è stata per il pericolo corso, ma per la reazione paterna: «Papà non lo sa, non glielo dite!».

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