Minacce di morte al colonnello Paglia: "Un 7,62 basterebbe".

L'attacco web al consigliere di Crosetto nasce dalle sue opinioni su Vannacci. Paglia replica con fermezza: "Non ho paura di nessuno".

23 agosto 2026 07:51
Minacce di morte al colonnello Paglia: "Un 7,62 basterebbe".  -
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Grave episodio di violenza verbale e intimidazione ai danni del Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, casertano d'adozione e Medaglia d’Oro al Valor Militare, attualmente consigliere del Ministro della Difesa Guido Crosetto. Il decorato è stato bersaglio di insulti di inaudita volgarità e persino di dirette minacce di morte apparse sul web.

Di fronte all'ennesimo, intollerabile atto di violenza verbale via web, sfociato in esplicite minacce di morte, il Tenente Colonnello, Medaglia d'Oro al Valor Militare, Gianfranco Paglia, consigliere del Ministro della Difesa Guido Crosetto, ha esposto formale denuncia presso le autorità competenti nei confronti di un profilo social. L'episodio, chiaramente documentato, configura gravissime minacce con espliciti riferimenti all'uso di armi da fuoco ("Se fosse per me basterebbe un 7,62. Canemorto"), unitamente a insulti di inaudita volgarità. Tali gravissime minacce provengono da soggetti che non hanno gradito, né condiviso le recenti posizioni espresse dal decorato nel corso di alcune interviste rilasciate agli organi di informazione inerenti l'europarlamentare Vannacci.

Nessuna intimidazione, per quanto vile e aggressiva, potrà mai scalfire l'impegno istituzionale, l'onore e la determinazione di chi ha servito e continua a servire lo Stato con totale dedizione. Lo ha affermato con fermezza lo stesso Paglia, sottolineando come la scelta di adire le vie legali nasca dalla profonda volontà di ribadire un principio fondamentale: la rete non può e non deve rappresentare una zona franca in cui il dibattito pubblico possa travalicare nella minaccia fisica o nella commissione di reati.

La fiducia nelle forze dell'ordine e nella Magistratura resta totale e incrollabile, con la certezza che i responsabili di questi attacchi d'odio ne risponderanno direttamente e personalmente nelle sedi opportune. Chi crede di potersi fare scudo dietro uno schermo per intimorire un servitore dello Stato dimostra soltanto la propria profonda vigliaccheria, dimenticando che un soldato non ha paura di niente e di nessuno e che la Giustizia saprà fare il suo corso senza alcuna esitazione.

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