Microclima nelle scuole, l’Asl mette ordine: «I dirigenti si dotino degli opportuni strumenti»

La verifica spetta ai dirigenti scolastici, mentre per gli interventi strutturali dovranno essere coinvolte le amministrazioni proprietarie.

11 settembre 2026 17:21
Microclima nelle scuole, l’Asl mette ordine: «I dirigenti si dotino degli opportuni strumenti» -
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La risposta dell’Asl arriva puntuale e mette ordine in una vicenda che, nelle ultime ore, è stata accompagnata da una vera e propria ridda di voci, richieste e allarmi. Al centro c’è il microclima nelle aule scolastiche, ma soprattutto la necessità di capire chi debba effettuare le verifiche e chi debba assumersi le relative responsabilità.

La direttrice generale dell’Azienda sanitaria, rispondendo alla nota del sindaco Clemente Mastella, è chiara: non si ritiene configurabile in capo al Dipartimento di Prevenzione dell’Asl l’obbligo di procedere a un «monitoraggio generalizzato ad horas delle aule scolastiche».

Una frase che, oltre a chiarire le competenze, solleva inevitabilmente una domanda: perché chiedere all’Asl un controllo generalizzato se la normativa individua nei dirigenti scolastici, in qualità di datori di lavoro, i soggetti chiamati a verificare le condizioni dei propri ambienti?

L’Asl, infatti, invita ciascun dirigente scolastico a verificare tempestivamente la situazione microclimatica dei locali di propria competenza, adottando le necessarie misure di prevenzione, organizzative e gestionali e, dunque, dotandosi degli opportuni strumenti per effettuare le verifiche necessarie.

Non solo. Nel caso in cui siano necessari interventi strutturali o impiantistici, dovrà essere interessata l’amministrazione proprietaria dell’edificio.

Il quadro che emerge dalla risposta dell’Azienda sanitaria è dunque piuttosto netto: non spetta all’Asl farsi carico di un monitoraggio generalizzato delle scuole, mentre le verifiche ordinarie rientrano nelle responsabilità dei singoli datori di lavoro.

Ed è proprio questo il punto sul quale inevitabilmente si concentra l'attenzione. Perché, al di là delle intenzioni, la richiesta di un intervento generalizzato del Dipartimento di Prevenzione rischiava di dare l'impressione che fosse l'Asl il soggetto chiamato a certificare le condizioni di tutte le aule scolastiche.

Una sorta di spostamento del problema, e forse anche delle responsabilità, che la risposta dell'Azienda sanitaria ricolloca invece nei rispettivi ambiti.

Il tutto mentre attorno alla scuola sembra essersi sviluppata una preoccupazione crescente, con una sequenza di dichiarazioni, richieste e iniziative che ha finito per alimentare un clima di allarme difficilmente governabile.

La sicurezza degli studenti e del personale scolastico è, naturalmente, una questione che non può essere trattata con leggerezza. Ma proprio perché si tratta di un tema delicato, occorre evitare che l'emergenza comunicativa finisca per sostituire le procedure previste dalla legge.

La risposta dell'Asl, in questo senso, rappresenta un richiamo alla realtà delle competenze: chi ha la responsabilità deve effettuare le verifiche, chi è proprietario dell'edificio deve intervenire quando servono opere strutturali e l'Azienda sanitaria svolge il proprio ruolo nei limiti delle competenze che la legge le attribuisce.

E così, dietro la vicenda del microclima, resta una domanda politica e amministrativa che merita una risposta: si è cercato davvero di garantire un controllo più rapido sulle scuole oppure, magari senza volerlo, si è finito per tentare di scaricare sull'Asl una responsabilità che spettava ad altri?

La precisazione dell'Azienda sanitaria, almeno su questo punto, sembra aver riportato ordine in una discussione che rischiava di diventare incontrollabile.

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