Meno cemento, più alberi: la ricetta di Domenico Testa per San Nicola la Strada
L'appello dei Circoli dell'Ambiente per integrare il verde nei nuovi supermercati di Via Pertini e nella scuola di Via Evangelista.
Una città in espansione non può continuare a sacrificare le proprie aree naturali in nome del cemento. È questa la ferma denuncia di Domenico Testa, Responsabile dei Circoli dell’Ambiente e della Cultura Rurale di San Nicola la Strada, il quale sottolinea la necessità imprescindibile di pianificare gli spazi verdi contemporaneamente a qualsiasi infrastruttura, strada o edificio.
La recente realizzazione di due imponenti supermercati in Via Sandro Pertini incarna perfettamente questa criticità: superfici sterminate dedicate a strutture, viabilità e parcheggi quasi del tutto privi di alberature. Sarebbe bastato adottare soluzioni urbanistiche sostenibili, come parcheggi alberati con pavimentazioni drenanti e permeabili, per favorire la crescita dell'erba, attenuare l'effetto isola di calore e restituire alla cittadinanza ambienti decisamente più vivibili e a misura d'uomo.
La medesima preoccupazione riguarda l'ormai quasi completata scuola di Via Evangelista. Pur trattandosi di un'opera fondamentale per i bambini della comunità, gli spazi esterni mostrano una netta dominanza del cemento a scapito del verde, nonostante le descrizioni ufficiali parlino di giardini dedicati ai più piccoli. Un autentico giardino scolastico necessita di alberi a alto fusto capaci di crescere, offrire ombra, mitigare le temperature estive e creare un contesto accogliente per le future generazioni.
La vegetazione urbana non risponde infatti a una mera esigenza estetica, ma costituisce un pilastro essenziale per la salubrità del microclima, la riduzione dei picchi termici e il miglioramento della qualità dell'aria. Senza opporsi allo sviluppo cittadino, Testa ribadisce che il progresso non deve coincidere con la cementificazione selvaggia e che la natura deve figurare come elemento centrale della progettazione fin dalla sua fase embrionale.
Da qui nasce la richiesta formale rivolta alle istituzioni, ai progettisti e agli enti competenti per intervenire dove tecnicamente possibile, integrando alberi e soluzioni ecologiche anche sulle opere già consegnate. L'obiettivo non è bloccare i cantieri, ma perfezionarli per proiettare la città verso una visione autenticamente sostenibile: prima di posare la prima pietra occorre pensare al primo albero e, dove il cemento è già stato posato, è dovere di tutti trovare il modo di far crescere nuova vita.