Maturità 2026, ecco le materie della seconda prova d'esame

È finita l'attesa per i 500mila studenti che affronteranno l’esame di Maturità: oggi sono state pubblicate le materie oggetto della seconda prova scritta e le quattro da preparare per il colloquio ora...

30 gennaio 2026 12:02
Maturità 2026, ecco le materie della seconda prova d'esame -
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È finita l'attesa per i 500mila studenti che affronteranno l’esame di Maturità: oggi sono state pubblicate le materie oggetto della seconda prova scritta e le quattro da preparare per il colloquio orale. Tutti i dettagli sono consultabili sull'apposito motore di ricerca. Ecco cosa è stato disposto dal decreto n.13 del 29/1/2026, firmato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Le materie della seconda prova

Per i licei, le materie scelte per la seconda prova sono: Latino per il Classico; Matematica per lo Scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate e la sezione a indirizzo Sportivo; Lingua e cultura straniera 1 per il Liceo linguistico; Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane (Diritto ed Economia politica nell’opzione Economico-sociale); Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il Liceo artistico; Teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale; Tecniche della danza per il Liceo coreutico.

Per gli Istituti tecnici: Economia aziendale per l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” (anche nelle articolazioni  “Relazioni internazionali per il marketing” e “Sistemi informativi aziendali”) e Discipline turistiche e aziendali per l’indirizzo “Turismo”; Progettazione, costruzioni e impianti per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”; nell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni”, Sistemi e reti sia per l’articolazione “Informatica” che per l’articolazione “Telecomunicazioni”; Produzioni vegetali per le articolazioni “Produzioni e trasformazioni” e “Gestione dell'ambiente e del territorio” degli Istituti agrari (Viticoltura e difesa della vite per l’articolazione “Viticoltura ed enologia”).

Di pari passo sono state definite, per ogni indirizzo, anche le quattro materie per il colloquio orale. "Da quest’anno si torna all'Esame di Maturità, con un orale radicalmente nuovo. Abbiamo tolto la discussione del documento, che obbligava a fare collegamenti interdisciplinari forzati, creando inutile apprensione nei ragazzi, anche a causa della sua casuale imprevedibilità, e che non contemplava necessariamente una valutazione disciplinare. Abbiamo preferito puntare su un colloquio riferito a quattro discipline, durante il quale il candidato potrà dimostrare non solo il grado di conoscenze e competenze raggiunto, ma anche il grado di autonomia e responsabilità acquisito. Da qui la rilevanza delle attività extracurricolari, sportive o culturali. Da qui l’importanza delle azioni particolarmente meritevoli compiute. Da qui anche la necessità di ripetere l’anno per chi si rifiuterà di essere valutato all’orale. In una società che ha necessità di riscoprire il valore della maturità, il nuovo esame orale consente di valorizzare nella sua interezza la persona dello studente”, ha dichiarato a questo proposito il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Nuove commissioni e punteggio

La riforma dell’esame prevede inoltre una commissione ogni due classi, con cinque membri: un presidente esterno, due membri esterni e due interni e una formazione specifica per i commissari. I percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento (Pcto) sono stati ridenominati "formazione scuola-lavoro", per evidenziare la stretta relazione che deve esserci tra formazione scolastica e mondo del lavoro. Infine, per i candidati che raggiungano almeno 90 punti complessivi tra credito scolastico e prove d'esame, la commissione può integrare il punteggio fino a un massimo di tre punti.

Terza prova solo per alcuni indirizzi

Da ricordare, infine, che c'è anche una terza prova scritta, ma è prevista solo in alcuni indirizzi di studio: sezioni EsaBac, EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e scuole con lingua d’insegnamento slovena del Friuli-Venezia Giulia.

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