Mastella: «Non sono indagato. Basta trasformare il sospetto in una sentenza»
Il sindaco di Benevento respinge le accuse e rivendica il principio di presunzione di innocenza: «La magistratura faccia il suo lavoro, non i titoli o le conferenze stampa»
«Le domande poste dai consiglieri di opposizione mi fanno ripensare ancora all'insinuazione del De Sanctis che è “accusa lanciata sotto mutevoli apparenze”». Con queste parole il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, interviene con una nota nel dibattito politico innescato dalle recenti iniziative dell'opposizione e dalle indiscrezioni relative a un'inchiesta in corso.
Mastella denuncia quello che definisce un metodo già conosciuto e sempre respinto: «Quello che trasforma un'inchiesta in corso in una sentenza anticipata e il sospetto in strumento di lotta politica».
Il primo cittadino ribadisce quindi con fermezza la propria posizione: «Non sono indagato, e non lo è nessuno degli assessori della mia Giunta. Non ho nulla da chiarire, perché sono del tutto estraneo a qualsiasi eventuale attività illecita».
Nel suo intervento Mastella sottolinea anche la fiducia nei confronti della magistratura, alla quale attribuisce il compito esclusivo di accertare eventuali responsabilità: «La magistratura sta facendo il suo lavoro, con serietà, e ha tutta la mia fiducia. È a lei, e solo a lei, che spetta accertare fatti e responsabilità. Non ai titoli, né alle conferenze stampa».
Il sindaco richiama poi una vicenda personale che, a suo giudizio, dimostra la coerenza della propria posizione sul garantismo. «Da Ministro della Giustizia, di fronte a indagini formali, mi dimisi immediatamente, senza esitazioni, per tutelare l'istituzione che rappresentavo», ricorda Mastella. Quelle indagini, aggiunge, «si sono poi rivelate infondate».
«Ho pagato un prezzo personale e politico altissimo – prosegue – e proprio per questo non accetterò mai, né per me né per altri, che la presunzione di innocenza diventi un optional a seconda della convenienza del momento».
Mastella distingue quindi quella vicenda dalla situazione attuale: «Oggi la situazione è ben diversa: non c'è alcun procedimento a mio carico». Nel mirino finiscono, in particolare, le richieste di chiarimento legate a «ipotesi, accostamenti e fotografie di una serata elettorale», che secondo il sindaco non possono essere utilizzate come elementi per costruire responsabilità.
«Come se partecipare a un evento pubblico equivalesse a una colpa», osserva Mastella, che definisce questo approccio «non controllo democratico, ma giustizialismo».
Un termine che il sindaco utilizza per contestare quella che considera una degenerazione del confronto politico: «Il giustizialismo non ha mai reso una città più trasparente, l'ha solo resa più avvelenata».
In conclusione, Mastella prova a riportare il confronto sul terreno politico e amministrativo: «Benevento merita un confronto politico serio, sui problemi concreti e sulle scelte amministrative». Un confronto al quale, assicura, è pronto a partecipare «nelle sedi istituzionali e alla luce del sole».
Ma sul terreno del sospetto, conclude il sindaco, «non mi troveranno».