Maltrattamenti e violenza sessuale sull’ex compagna: scattano i domiciliari
Arresti domiciliari con braccialetto elettronico per un uomo accusato di maltrattamenti e violenza sessuale aggravata ai danni dell’ex compagna.
I Carabinieri della Stazione di Grottaminarda hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa degli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, nei confronti di un uomo gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale aggravata e continuata ai danni dell’ex compagna, madre dei suoi figli minori.
Secondo quanto emerso dalle indagini, le condotte contestate sarebbero state caratterizzate da un costante atteggiamento di sopraffazione e controllo, finalizzato a limitare la libertà personale della donna e acuitosi dopo il suo rifiuto di proseguire la relazione sentimentale.
L’ultimo episodio e l’intervento dei Carabinieri
L’attività investigativa è partita da un tempestivo intervento dei militari, sollecitato dal padre della donna dopo l’ennesimo episodio intimidatorio. Nel corso della notte, l’uomo si sarebbe recato sotto l’abitazione dell’ex compagna, contattandola ripetutamente tramite messaggi e bussando con forza alla tapparella, fino ad arrivare a sollevarla.
L’episodio ha portato all’avvio degli accertamenti e alla raccolta delle dichiarazioni della persona offesa che, nonostante l’iniziale timore di denunciare, ha raccontato le vessazioni subite durante la convivenza e anche dopo la fine della relazione.
Umiliazioni, percosse e rapporti sessuali imposti
Il quadro ricostruito dagli investigatori descriverebbe una quotidianità segnata da umiliazioni, offese e percosse, oltre a rapporti sessuali che la donna sarebbe stata costretta a subire con la violenza, nonostante il suo evidente dissenso.
L’uomo avrebbe inoltre esercitato un controllo pervasivo sulla vita economica e familiare dell’ex compagna, arrivando a impedirle di guidare e di uscire da sola. Una condotta che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe alimentato una costante pressione psicologica, limitando la capacità della donna di compiere liberamente anche le più semplici scelte quotidiane.
Dopo la separazione, non accettando la fine del rapporto, l’indagato avrebbe continuato a contattarla incessantemente su WhatsApp, sia di giorno sia di notte. Dietro il pretesto di interessarsi ai figli, avrebbe cercato di conoscere i suoi spostamenti, minacciandola, seguendola e sottoponendola a un controllo continuo. In alcuni casi avrebbe anche minacciato di compiere gesti autolesionistici pur di costringerla a incontrarlo.
Decisive le testimonianze e le chat
Il racconto della donna avrebbe trovato riscontro nelle dichiarazioni di numerose persone informate sui fatti, tra cui la madre, la sorella, vicini di casa, amici e conoscenti.
Un contributo significativo sarebbe arrivato anche dalle conversazioni acquisite dagli investigatori, che documenterebbero il tentativo dell’uomo di mantenere un controllo ossessivo sulla vita dell’ex compagna.
Sulla base degli elementi raccolti, l’autorità giudiziaria ha disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.