Maltratta e ricatta il figlio disabile: "Se vuoi mangiare, devi pagare l'affitto"

59enne allontana il figlio disabile e gli sottrae la pensione. Accusata di maltrattamenti, estorsione e peculato. Scatta il braccialetto.

A cura di Redazione
07 aprile 2026 13:12
Maltratta e ricatta il figlio disabile: "Se vuoi mangiare, devi pagare l'affitto" -
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Un incubo domestico fatto di vessazioni, umiliazioni e abusi economici. È quello vissuto da un uomo di 35 anni di Napoli, invalido al 100%, vittima della persona che avrebbe dovuto proteggerlo più di chiunque altro: sua madre. La donna, 59 anni, è ora destinataria di una misura cautelare di divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico, emessa dal giudice Fabrizia Fiore su richiesta della Procura partenopea.

Le accuse: dai maltrattamenti al peculato

Le ipotesi di reato contestate dagli inquirenti sono pesantissime: maltrattamenti in famiglia, estorsione aggravata e peculato. Secondo le indagini coordinate dal PM Valeria Vinci e dal procuratore aggiunto Falcone, la donna avrebbe trasformato la convivenza in un calvario psicologico e fisico.

Le frasi rivolte al figlio, riportate negli atti, delineano un quadro di estrema crudeltà:

"Non sei mio figlio, sei un fastidio, se vivi con me devi pagare per mangiare."

Offese sistematiche che, secondo il giudice, hanno leso profondamente "il decoro e la dignità" dell'uomo, provocandogli uno stato di sofferenza tale da sfociare in gravi somatizzazioni fisiche, come crisi d'ansia e vomito.

Il "bancomat" di famiglia: la gestione della pensione

Al centro della vicenda non ci sono solo le violenze verbali, ma anche una spietata gestione economica. La vittima percepisce una pensione d'invalidità di 1.200 euro al mese, una somma che la madre pretendeva quasi integralmente.

La situazione è precipitata nel febbraio 2022 quando la donna, paradossalmente, era stata nominata amministratore di sostegno del figlio. Invece di tutelarne gli interessi, avrebbe approfittato del ruolo per svuotarne i conti. Sotto la lente degli investigatori è finito, in particolare, un prelievo da 25.000 euro effettuato nel giugno 2024, legato a una polizza assicurativa di cui si sono perse le tracce.

La fine dell'incubo

Nonostante le minacce di essere buttato fuori di casa — minacce poi tristemente attuate, tanto che da qualche mese il 35enne vive da solo cercando di ricostruirsi una vita — l'uomo ha trovato la forza di denunciare, assistito dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani.

Le indagini hanno documentato pretese di denaro illegittime protrattesi per anni, dal 2021 fino a giugno 2025. Oggi, grazie all'intervento della magistratura e all'ausilio delle tecnologie di controllo (il braccialetto elettronico), la vittima potrà finalmente essere tutelata da colei che, invece di assisterlo, lo considerava solo un "fastidio" da monetizzare.

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