Maddaloni, raid contro ex pentito: quattro arresti della DDA
Minacciano un ex pentito e la famiglia per cacciarli di casa e occupare l'immobile: la DDA di Napoli incastra quattro persone nel casertano.
I Carabinieri del Nucleo Operativo di Marcianise, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno arrestato ieri a Maddaloni quattro persone accusate di aver perseguitato un ex collaboratore di giustizia e la sua famiglia. L'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip Mariano Sorrentino, contesta ai quattro indagati i reati di violenza privata e porto d'armi, entrambi aggravati dal metodo mafioso. L'operazione scaturisce da un'indagine lampo condotta tra i mesi di aprile e giugno 2026, volta a frenare una violenta e sistematica campagna di intimidazione sul territorio casertano.
La violenta offensiva criminale si è sviluppata principalmente all'inizio del mese di maggio, quando il gruppo ha preso di mira l'ex esponente del clan Sacco-Bocchetti con l'obiettivo esplicito di sottrargli l'abitazione. Gli indagati non si sono fermati davanti a nulla, affrontando prima la compagna dell'uomo, che si trovava in strada insieme al figlio piccolo, e stringendo poi il cerchio attorno all'ex collaboratore il mattino seguente. Attraverso il pestaggio e il grave danneggiamento psicologico, i malviventi intendevano imporre la propria egemonia sul quartiere, terrorizzando i residenti e costringendo l'intero nucleo familiare a un'immediata fuga fuori dalla regione Campania.
Le minacce di morte rivolte alla vittima sono state brutali e prive di interpretazioni, culminando nell'intimazione ad andarsene prima che gli sparassero. Durante l'aggressione fisica del 2 maggio, l'ex pentito è stato violentemente colpito alla testa con il calcio di una pistola, mentre gli altri complici tentavano di infierire su di lui con schiaffi e pugni. Questo brutale episodio di violenza era finalizzato a imporre un'estorsione anomala, in cui i parenti della vittima venivano costretti ad accettare una somma simbolica di denaro contante per mascherare la successiva occupazione abusiva dell'immobile da parte di altri soggetti legati alla criminalità locale.
L'efficace risposta dello Stato è arrivata grazie a un minuzioso lavoro investigativo supportato da pedinamenti costanti, dall'analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati e dalle fondamentali testimonianze raccolte sul campo. Gli elementi probatori accumulati dai militari dell'Arma hanno permesso alla Direzione Distrettuale Antimafia di ricostruire fedelmente la dinamica dei fatti e di smantellare il disegno criminale dei quattro arrestati. Il provvedimento del gip di Napoli interrompe così una pericolosa sequenza di soprusi, restituendo un segnale di legalità in un'area fortemente segnata dalla pressione dei clan.