L'oro blu irpino non attende più: Volturara Irpina esige risposte
Il Comune sollecita la Regione Campania su compensazioni e tutela della Piana del Dragone, riserva d'acqua del Sud.
Il Comune di Volturara Irpina ha inviato una nuova formale sollecitazione alla Presidenza della Regione Campania, all'Ente Idrico Campano, ad Alto Calore Spa e ad ABC Napoli per sbloccare la nota inviata il 25 giugno 2022 e rimasta finora senza alcun riscontro. L'Amministrazione guidata dal sindaco Marino Sarno chiede con forza di riaprire un tavolo di confronto istituzionale urgente per garantire la tutela e la manutenzione della Piana del Dragone. Questo territorio strategico rappresenta infatti il cuore idrico del Mezzogiorno, alimentando le sorgenti di Serino, Cassano, Baiardo e Sorbo Serpico per una portata complessiva che supera l'impressionante cifra di 6.000 litri d'acqua al secondo diretti verso Napoli e la Puglia.
La posizione della giunta comunale punta a ottenere misure concrete di perequazione economica e di pianificazione infrastrutturale per il bacino sorgentizio. Tra le istanze presentate spiccano l'inserimento formale dell'altopiano del Dragone nel Piano regionale per gli invasi collinari, un ristoro economico a carico dell'Acquedotto Pugliese per l'ingente prelievo dalle sorgenti di Cassano e l'inclusione di Volturara Irpina tra i centri beneficiari delle royalty riconosciute da ABC Napoli. L'amministrazione sollecita inoltre la convocazione immediata di un tavolo tecnico congiunto tra la Regione, l'Ente Idrico Campano e i gestori delle reti per definire una governance condivisa delle risorse e garantire risorse finanziarie adeguate alla cura dell'area a monte.
La vicenda riporta al centro del dibattito politico il tema della giustizia territoriale e della sostenibilità ambientale della gestione idrica. Come ha sottolineato con fermezza il sindaco Marino Sarno, le comunità che custodiscono l'origine di un bene fondamentale non possono rimanere escluse dalle decisioni o dagli accordi sulla sua distribuzione, come già avvenuto in passato durante le intese tra Campania e Puglia. Non si tratta di rivendicare privilegi, ma di riconoscere il valore della manutenzione di un territorio che da decenni disseta milioni di cittadini ben oltre i confini della provincia di Avellino.