Leone XIV guida per la prima volta una processione mariana sul lago

A Castel Gandolfo il Papa attraversa il lago in battello con la statua della Vergine e affida a Maria «tutti i popoli della terra», invocando la pace.

30 agosto 2026 08:59
Leone XIV guida per la prima volta una processione mariana sul lago -
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La bandiera del Vaticano, con i suoi colori giallo e bianco, sventola placida. Sulla prua del piccolo battello è issata la statua della Vergine, mentre poco più indietro, a bordo, c'è Leone XIV. Al tramonto, il Papa attraversa il lago di Castel Gandolfo per circa venticinque minuti, dando vita a una scena dal forte valore simbolico.

Per la prima volta un Papa ha guidato una processione mariana sul lago, in occasione della festa della chiesa collegiata di Santa Maria del Lago. Un gesto semplice, ha spiegato lo stesso Pontefice durante la messa celebrata poco prima nella chiesetta di Maria Santissima del Lago, pensato come segno di unità e di pace.

La scelta del lago non è casuale. Leone ha richiamato il racconto evangelico di Gesù che, sul Lago di Tiberiade, raggiunge i discepoli impauriti camminando sulle acque. I discepoli sono in balia dei venti contrari e della tempesta, ma Gesù li esorta ad avere fede e a pregare, fino a ritrovare la pace e a proseguire insieme verso la meta.

È proprio questa immagine che il Papa ha voluto riportare nel presente, in un mondo ancora attraversato da guerre e violenze. Prima di Leone, nemmeno san Paolo VI e Giovanni Paolo II avevano compiuto una processione mariana sul lago, pur avendo partecipato alle processioni mariane di Castel Gandolfo.

La preghiera alla Vergine

Dopo l'approdo sulla riva, davanti alla statua della Madonna, Leone ha elevato una supplica affidando alla Vergine «tutti i popoli della terra». Il pensiero è andato soprattutto alle persone ferite dai conflitti e alle comunità che vivono nella paura.

«Guarda con benevolenza i tuoi figli feriti dalla guerra», ha pregato il Papa, chiedendo a Maria di alimentare in tutti «il desiderio della pace». Poi l'invocazione: «Dove cresce l'odio insegnaci il perdono, dove prevale la paura, la speranza».

Un messaggio che aveva già attraversato l'omelia della celebrazione. Leone ha parlato della difficoltà, per il mondo contemporaneo, di comprendere fino in fondo la radicalità del messaggio cristiano. Porgere l'altra guancia può apparire una scelta da perdenti, donare davanti al rifiuto un gesto da ingenui, perdonare senza limiti un comportamento da deboli.

Per il Pontefice, invece, è esattamente questa la strada indicata da Gesù. «Solo la via dell'amore è la via della vita», ha affermato, mettendo in guardia dall'illusione che l'odio o la violenza possano produrre una soluzione duratura.

«L'odio e la violenza non portano nulla di buono, ma solo distruzione e morte, sempre, anche quando sono risposta a ingiustizie subite», ha detto Leone. Una realtà che, secondo il Papa, si manifesta tanto nei rapporti quotidiani quanto «nella grande scena del mondo».

«Solo l'amore salva»

Il Pontefice ha quindi allargato lo sguardo alle aree del pianeta ancora segnate dai conflitti, ricordando anche i cristiani che, in diverse parti della Terra, sono costretti al martirio.

«Abbiamo tanto bisogno di vita, di speranza, di serenità, di pace, in noi stessi, nelle nostre città, tra i popoli e le nazioni», è stato il suo appello. La pace, dunque, non riguarda soltanto le relazioni tra gli Stati, ma deve cominciare anche dal cuore delle persone e dalla vita quotidiana.

Da qui l'invito a non lasciare che le ferite e le offese trasformino l'uomo, alimentando rancore e violenza. «Qualunque sia la ferita, qualunque l'offesa, non permettiamo al male di sfigurare la nostra umanità e di corromperci nel cuore», ha detto Leone.

La risposta indicata dal Papa è una scelta precisa: continuare ad amare, a donare e a perdonare. E mentre il piccolo battello attraversava lentamente il lago con la statua della Vergine sulla prua, il gesto di Leone ha trasformato quelle parole in un'immagine concreta di fede, speranza e pace.

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