Lavoratori ex Benfil di Airola, una ferita ancora aperta
Non sono "esuberi", sono famiglie: il Governo rispetti i patti con il polo industriale sannita.
Mentre i palazzi del potere romano e regionale si perdono in tecnicismi burocratici, nel Sannio c’è una ferita che continua a sanguinare, ma che ha deciso di non piegare la testa: l’Area di Crisi Complessa di Airola. Qui, la vertenza degli ex lavoratori Benfil non è solo una statistica, è una questione di sopravvivenza territoriale che trova in Pasquale D’Addio il suo difensore più intransigente.
Airola: L’Emergenza nell’Emergenza
Essere riconosciuti come Area di Crisi Complessa dovrebbe significare priorità assoluta, investimenti e tutele garantite. Invece, per i lavoratori di Airola, la realtà è una lotta quotidiana contro l'oblio. Pasquale D’Addio lo sa bene: il rischio che il Sannio venga considerato il "fratello minore" nelle trattative è altissimo, ed è qui che la sua figura diventa il pilastro della resistenza.
D’Addio ha saputo trasformare l’isolamento geografico in una forza d’urto politica. La sua strategia è chiara: Airola deve essere il baricentro di ogni decisione. Non si accettano soluzioni che non tengano conto della desertificazione industriale che ha colpito la Valle Caudina.
L’Impegno di Pasquale D’Addio: Un Argine contro la Povertà
Pasquale D’Addio non è solo un rappresentante, è la voce di centinaia di famiglie che oggi guardano con terrore alla Legge di Bilancio 2026. Il suo impegno si concentra su punti non negoziabili:
Il Diritto al Reddito: D’Addio denuncia con forza il blocco dei decreti di proroga della mobilità in deroga. Per lui, la circolare ministeriale che nega i fondi è un atto di guerra contro i lavoratori di Airola.
La Tenuta del Fronte: Insieme a Mimmo Falduti, ha creato un asse di ferro con Acerra, ma con una premessa fondamentale: la dignità di Airola non si tocca. È Pasquale che monitora ogni graduatoria INPS, ogni virgola dei decreti, assicurandosi che nessun lavoratore sannita resti indietro.
La Sfida ai Sindacati: Pasquale D’Addio è stato chiaro con i vertici di CGIL, CISL e UIL: "Ai tavoli ministeriali non si firma nulla che non metta in sicurezza definitiva l'Area di Crisi di Airola". Non c'è spazio per compromessi al ribasso.
Verso il 2026: Una Battaglia Legale e Sociale
Sotto la spinta di D’Addio, il gruppo di Airola sta esplorando ogni via legale. Se la politica fallisce, sarà il diritto a dover parlare. Insieme ai consulenti, Pasquale sta mettendo a nudo le falle di una normativa che promette protezione alle Aree di Crisi ma poi chiude i rubinetti dei finanziamenti.
"Airola ha già dato troppo in termini di sacrifici occupazionali. Non permetteremo che la mobilità in deroga diventi un ricordo mentre le nostre famiglie sprofondano nell'incertezza. Noi siamo l'Area di Crisi Complessa, e lo Stato deve onorare questo titolo con i fatti, non con le circolari." – Pasquale D’Addio
Conclusione: Il Presidio Permanente della Dignità
La mobilitazione guidata da Pasquale D’Addio dimostra che il Sannio ha gli anticorpi per resistere alla crisi. La battaglia per la mobilità in deroga non è una richiesta di assistenza, ma una pretesa di giustizia per un territorio che ha pagato il prezzo più alto delle crisi industriali. Grazie alla determinazione di D’Addio, il nome di Airola resterà scritto a caratteri cubitali su ogni tavolo ministeriale finché l'ultimo decreto non sarà firmato.