L’Appello di Mons. Accrocca per la Pace nel Mondo
In comunione con Papa Leone XIV, la città di San Francesco si mobilita per la veglia dell’11 aprile. Il Vescovo: «Tacciano le armi, i potenti ricordino che siamo tutti mortali».
Mentre i venti di guerra continuano a soffiare con intensità, la "Città Santa" di Assisi risponde con la forza della preghiera. Sabato 11 aprile, la comunità diocesana si stringerà attorno al suo pastore, Monsignor Felice Accrocca, per una veglia che intende unire idealmente la Basilica di Santa Maria degli Angeli a quella di San Pietro in Vaticano.
L'iniziativa nasce in risposta all'appello accorato lanciato da Papa Leone XIV durante la recente benedizione Urbi et Orbi, in cui il Pontefice ha chiesto alla Chiesa universale di dare voce al «grido di pace che sgorga dal cuore». Un invito raccolto prontamente dalla CEI e tradotto in un appuntamento di fede che vedrà il Papa presiedere la preghiera a Roma alle ore 18:00.
Il monito del Vescovo: «Pensate alla morte»
Monsignor Accrocca, alla guida delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, ha usato parole di grande fermezza per richiamare i leader mondiali alle proprie responsabilità. Citando la Lettera ai reggitori dei popoli di San Francesco, il Vescovo ha ammonito:
«Tacciano le armi e tutti coloro che hanno il potere di decidere sulla vita altrui ricordino che il giorno della morte arriva. Tutti dobbiamo morire e a Dio dobbiamo rendere conto.»
L'appuntamento alla Porziuncola
Il fulcro della preghiera assisana sarà la Basilica di Santa Maria degli Angeli. Qui, alle ore 21:15, i frati minori della Porziuncola, insieme alle Famiglie francescane e ai fedeli, reciteranno il Santo Rosario sotto la guida del Vescovo Accrocca. Non si tratterà di un semplice rito devozionale, ma di un atto di intercessione per le sorti del mondo, specialmente in un momento di estrema fragilità diplomatica.
Speranza per il Medio Oriente
L’appello alla preghiera giunge in ore decisive. Il Santo Padre ha espresso soddisfazione per l'annuncio di una tregua immediata di due settimane in Medio Oriente, definendola un «segno di viva speranza». Tuttavia, la tregua rimane fragile: Il Papa ha ribadito che solo il dialogo è la via per la fine definitiva delle ostilità. La Chiesa è chiamata ad accompagnare il «delicato lavoro diplomatico» con il sostegno spirituale. L’auspicio è che il modello del dialogo possa estendersi a tutte le altre aree di crisi del pianeta.
La comunità di Assisi, ancora una volta, si fa portavoce di un messaggio universale, ricordando che la pace non è solo l’assenza di conflitto, ma un impegno morale e spirituale che coinvolge ogni uomo, dai "reggitori dei popoli" fino ai singoli fedeli riuniti nel silenzio della Porziuncola.