La fisica della strada: gli alberi sono infrastrutture termiche

Da elementi di arredo a veri impianti di condizionamento passivo: ecco come la vegetazione stravolge la termodinamica dei centri urbani.

12 giugno 2026 16:42
Notizia verificata · Fonte: EPA · Vedi fonti
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Nelle calde giornate estive, le amministrazioni comunali e gli urbanisti d'Europa si trovano a dover fronteggiare picchi di calore estremi nei centri storici, dove l'assenza di vegetazione trasforma le carreggiate in accumulatori termici. Il fenomeno, studiato dalla fisica tecnica ambientale, dimostra come la sostituzione degli alberi con asfalto e cemento non sia una questione estetica, ma una scelta infrastrutturale che altera il microclima locale e la sicurezza idrogeologica.

Il problema risiede nel comportamento termodinamico dei materiali da costruzione tradizionali. L'asfalto e il calcestruzzo trattengono la quasi totalità della radiazione solare a causa della loro bassa riflettanza, accumulando un'enorme quantità di energia durante le ore diurne grazie a un'elevata capacità termica. Questo calore immagazzinato viene poi rilasciato lentamente durante la notte sotto forma di radiazione infrarossa a onda lunga, alimentando l'effetto dell'Isola di Calore Urbana. A questo si somma l'effetto Canyon Urbano, dove le geometrie delle strade strette intrappolano la radiazione tra le facciate degli edifici, azzerando di fatto la ventilazione naturale e la dispersione termica per convezione.

Per scardinare questa trappola energetica entra in gioco l'evapotraspirazione, un processo biologico attraverso il quale le piante assorbono acqua dal sottosuolo e la rilasciano nell'aria come vapore. Questo passaggio di stato da liquido a gassoso richiede una quantità massiccia di calore, che viene sottratto direttamente all'ambiente circostante anziché surriscaldare i materiali o l'aria respirabile. Abbinando questa conversione energetica alla schermatura radiativa delle chiome, che impedisce fisicamente ai raggi solari di toccare il suolo, si ottiene un crollo delle temperature superficiali dell'asfalto che possono passare da sessantasei a soli trenta gradi.

La pianificazione del territorio non può più prescindere da questi meccanismi, soprattutto in un'epoca segnata da eventi meteorologici estremi e piogge torrenziali concentrate. Un suolo urbano integrato con sistemi alberati continui diventa strutturalmente più permeabile, riducendo il coefficiente di deflusso superficiale dell'acqua durante i veloci allagamenti urbani. La forestazione di viali e piazze deve quindi essere considerata un'infrastruttura di sicurezza primaria, al pari delle reti elettriche e degli acquedotti, indispensabile per garantire la salute pubblica e la resilienza delle città moderne.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 12 giugno 2026

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