Isochimica: una strage d'amianto senza fine
La morte di Carmelo Picariello riporta al centro la tragedia Isochimica: vittime senza giustizia, bonifiche attese e diritti negati.
Esprimo il mio profondo cordoglio alla famiglia per la scomparsa di Carmelo Picariello. Nonostante il drammatico e ininterrotto bilancio di vite spezzate, la chiarezza nuda e incontrovertibile delle cause legate alla lavorazione a diretto contatto con l'amianto, le sentenze giudiziarie già pronunciate e i procedimenti ancora aperti, non si riesce a scrivere la parola fine a una delle più grandi e vergognose vicende di malattia e morte sui luoghi di lavoro della nostra storia recente.
Si continua a morire. E si continua a farlo nel silenzio e nell'indifferenza di chi avrebbe dovuto vigilare, tutelare e garantire la salute nei luoghi di lavoro, così come di chi avrebbe dovuto rendere una giustizia tempestiva, piena e severa a decine di lavoratori e alle loro famiglie. Uomini abbandonati a un destino segnato, costretti a pagare con la vita il prezzo del lavoro.
Al netto di chi purtroppo è già deceduto, c’è un esercito invisibile che continua a soffrire ogni giorno, nel corpo e nello spirito, affrontando il calvario della malattia e il peso intollerabile di una risposta istituzionale ancora troppo lenta, insufficiente e frammentaria.
Rimanere in silenzio di fronte a questa scia di morte significa rendersi complici. È indispensabile che le istituzioni competenti rompano questo muro di omissioni, accelerino l'iter per la bonifica definitiva dei siti e garantiscano il pieno riconoscimento dei diritti, del risarcimento e dell'assistenza dovuti a tutte le vittime e ai loro familiari. Il rispetto per la dignità umana e per il lavoro non può più attendere.
Mario Melchionna