Irpiniambiente deve restituire soldi ai Comuni: Avellino chiede 4 milioni
La sentenza del Consiglio di Stato riapre il caso delle somme versate oltre i limiti dei Pef: al via i ricalcoli.
Nuova querelle intorno a Irpiniambiente, questa volta sul fronte dei corrispettivi versati negli anni dai Comuni per il servizio di gestione dei rifiuti. Al centro della vicenda c’è una recente sentenza del Consiglio di Stato, pronunciata lo scorso giugno a favore di Arera, destinata a incidere sui rapporti economici tra enti locali e gestori.
Il principio affermato dai giudici amministrativi è che i contratti stipulati autonomamente dai Comuni con i gestori del servizio non possono prevedere un corrispettivo superiore al limite tariffario fissato dal Pef, il Piano economico finanziario.
Alla luce della pronuncia, sarebbe stato avviato un ricalcolo delle somme corrisposte negli anni. Ed è proprio da questa verifica che emergerebbe una differenza significativa tra quanto versato dai Comuni a Irpiniambiente e quanto, secondo i parametri fissati dai Piani economici finanziari, sarebbe stato effettivamente dovuto.
Il caso più rilevante riguarderebbe il Comune di Avellino. Per il periodo precedente all'affidamento del servizio a Grande Srl, l'ente potrebbe infatti vantare un credito nei confronti di Irpiniambiente nell'ordine di circa 4 milioni di euro.
Una cifra che, se confermata dagli accertamenti e dai ricalcoli definitivi, avrebbe un peso tutt'altro che marginale nei rapporti economici tra il Comune capoluogo e la società che per anni ha gestito il servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti in provincia.
La questione potrebbe ora aprire un nuovo fronte di confronto tra Comuni e Irpiniambiente, con gli enti chiamati a verificare nel dettaglio i corrispettivi corrisposti nel corso degli anni e la loro effettiva compatibilità con i limiti tariffari previsti dai Pef.
La vicenda si inserisce, inoltre, in un quadro finanziario già delicato per Irpiniambiente. Eventuali richieste di restituzione o compensazione delle somme ritenute non dovute potrebbero quindi avere conseguenze rilevanti sull'equilibrio economico della società.
Il nodo, adesso, sarà stabilire con precisione le somme eventualmente eccedenti, Comune per Comune, e le modalità attraverso le quali procedere a eventuali conguagli o restituzioni. Per il capoluogo irpino, il possibile credito da circa 4 milioni di euro rappresenta già uno dei dossier più significativi da affrontare.