Irpiniambiente a rischio, Picone chiama i sindaci
I crediti da recuperare e il taglio dei corrispettivi deciso da 21 Comuni mettono sotto pressione la società pubblica. In attesa del Tar, la Provincia punta sulla collaborazione istituzionale.
A lanciare l’allarme sul fronte dei rifiuti è stato il presidente della Provincia di Avellino, Fausto Picone, intervenuto questa mattina a margine del consiglio provinciale. La società pubblica, attiva da oltre 16 anni nella gestione del servizio, rischia di attraversare una fase particolarmente delicata a causa delle difficoltà finanziarie e della controversia sui corrispettivi riconosciuti per le prestazioni effettuate.
Irpiniambiente, crediti e corrispettivi al centro dello scontro
Secondo quanto riferito da Picone, pesano sulla situazione economica della società i crediti consolidati e la riduzione dei corrispettivi decisa unilateralmente da 21 Comuni e validata dall’Ente d’Ambito. Una condizione che, secondo il presidente della Provincia, potrebbe compromettere la prosecuzione del percorso aziendale.
La questione è ora legata anche al pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale, chiamato a valutare le ragioni di Irpiniambiente nell’ambito del contenzioso in corso. In attesa della decisione dei giudici, resta aperto il confronto tra gli enti coinvolti nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti.
Picone si è rivolto direttamente ai sindaci, chiedendo senso di responsabilità e collaborazione per individuare una soluzione. L’obiettivo è evitare che le difficoltà finanziarie si traducano in conseguenze sulla continuità del servizio pubblico e sulle prospettive della società.
La crisi, del resto, non riguarda soltanto gli equilibri amministrativi e contabili. Nelle scorse settimane, durante un incontro in Prefettura con le organizzazioni sindacali, erano emerse preoccupazioni per i ritardi nei pagamenti ai fornitori, le ricadute sulla manutenzione dei mezzi e la tutela dei lavoratori. In quella sede era stato confermato il pagamento delle spettanze retributive, compresa la quattordicesima mensilità, seppure in ritardo.
La partita resta dunque aperta: da un lato il recupero delle somme dovute, dall’altro il confronto sulle condizioni economiche del servizio e sul futuro assetto della gestione pubblica dei rifiuti in provincia.