Irpinia: nasce la DMO "Place to be". Un fronte unico per il rilancio del territorio
Il progetto unisce 54 Comuni, i principali poli religiosi e i giganti dei trasporti per una gestione integrata e strategica del turismo irpino.
L’Irpinia fa sistema e si presenta al mercato turistico con una veste nuova, unitaria e ambiziosa. Presso la sede della Regione Campania è stata ufficialmente presentata la DMO (Destination Management Organization) "Irpinia. Place to be", promossa dalla Fondazione Sistema Irpinia. Un progetto che segna una svolta storica per la provincia di Avellino, superando frammentazioni del passato per puntare a una visibilità internazionale.
I numeri di un successo annunciato
I dati parlano chiaro: hanno già aderito al progetto ben 54 Comuni, che insieme rappresentano il 50,74% della capacità ricettiva totale della provincia. Non si tratta solo di numeri, ma di una massa critica capace di spostare gli equilibri dell'offerta turistica campana.
Il Presidente della Provincia, Rizieri Buonopane, ha espresso profondo orgoglio per il risultato:
"Un dato straordinario che coinvolge l’intero territorio, senza esclusioni. Registriamo con orgoglio l’adesione dei poli religiosi di Montevergine, San Gerardo Maiella e del Santissimo Salvatore. È il frutto di un lavoro appassionato della Fondazione e della lungimiranza della DMO 'Montagna d’Amare', che ha scelto di confluire in questo progetto unitario."
Una rete di partner d'eccellenza
La forza di "Irpinia. Place to be" risiede nella qualità dei suoi promotori. Accanto alla Provincia e alla Fondazione, figurano attori strategici del trasporto e del turismo come:
Mobilità: Fondazione FS Italiane e AIR Campania.
Associazioni di categoria: Federalberghi Campania, FIAVET e Automobile Club Avellino.
Enti Parco: Parco Regionale dei Monti Picentini e Parco del Partenio.
Agricoltura e Vino: CIA, Confagricoltura e la Fondazione Italiana Studi sul Vino.
Fondamentale anche il supporto spirituale e logistico dei grandi santuari, rappresentato dall'Abate di Montevergine, P. Ab. D. Riccardo Luca Guariglia, e dai rettori dei santuari di Materdomini e del SS. Salvatore.
La strategia: riconoscibilità e sostenibilità
L'obiettivo è trasformare l'Irpinia in una destinazione "riconoscibile". Come sottolineato da Carmelina D’Amore, direttrice della Fondazione Sistema Irpinia, l'approccio parte da un'analisi oggettiva dei dati per arrivare a una gestione integrata che elimini la dispersione delle risorse.
Gerardo Capozza, presidente della Fondazione, guarda al futuro con pragmatismo:
"La DMO è una grande opportunità ma anche una responsabilità. Vogliamo costruire un modello autentico e sostenibile, capace di valorizzare le identità dei singoli Comuni all’interno di un’offerta che sia finalmente complementare."
Cosa cambia per il turista?
Con la nascita di "Irpinia. Place to be", il viaggiatore non troverà più frammentazione, ma un ecosistema turistico organizzato. Dalle eccellenze enogastronomiche dei "Mesali" ai percorsi naturalistici, dai cammini religiosi (come quello di Guglielmo) ai treni storici, tutto convergerà in un'unica strategia di promozione.
L'Irpinia smette di essere un insieme di borghi isolati per diventare, finalmente, un'unica, grande destinazione da scoprire.