Irpinia e Sannio: la spinta del secondo trimestre porta 334 nuove aziende
L'analisi Movimprese registra un bilancio positivo tra aprile e giugno 2026. Aumentano le società di capitali e tiene il comparto artigiano.
Tra aprile e giugno 2026, l'area di Irpinia e Sannio ha registrato la nascita di 334 nuove imprese, come rilevato dall'analisi trimestrale Movimprese di Unioncamere e InfoCamere. Il risultato si deve a 858 iscrizioni complessive a fronte di 524 cessazioni nelle province di Avellino e Benevento, portando il totale delle aziende registrate nei due territori a quota 75.676. Un segnale di incoraggiante vitalità che conferma la resilienza del sistema produttivo locale, anche se la velocità di espansione resta inferiore alla media regionale e a quella nazionale.
Il territorio di Avellino guida la crescita in termini assoluti con 201 aziende in più e un tasso dello 0,48%, derivante da 502 iscrizioni e 301 cessazioni. Benevento risponde a sua volta con un saldo positivo di 133 unità e un incremento dello 0,40%, frutto di 356 nuove aperture a fronte di 223 chiusure. Complessivamente le due province rappresentano il 13,3% del tessuto imprenditoriale della Campania, inserendosi in un contesto regionale guidato dal dinamismo di Napoli e Salerno.
Sotto il profilo della struttura giuridica emerge la costante maturazione delle società di capitali, che arrivano a coprire circa un terzo dell'intero panorama produttivo di entrambi i bacini. Questo segmento ha registrato un netto incremento di 109 attività nell'Avellinese e di 112 nel Sannio, testimoniando la progressiva evoluzione verso formule organizzative più strutturate e solide. Nonostante questo consolidamento, la ditta individuale continua a rappresentare l'ossatura maggioritaria del mercato, coprendo oltre il 55% delle imprese totali iscritte nei registri provinciali.
Segnali distensivi arrivano anche dal comparto artigiano, che chiude il periodo di riferimento con un attivo complessivo di 33 realtà e un andamento favorevole per entrambe le province. Come sottolineato dai vertici camerali, il cammino verso lo sviluppo richiede comunque di azzerare il divario che ancora separa le aree interne dai poli economici più dinamici d'Italia. Per supportare questo processo, le istituzioni locali puntano ad accompagnare le aziende lungo la rotta della transizione digitale ed ecologica, potenziando la formazione, il credito e la proiezione sui mercati esteri.