Irpinia e Sannio: Il riscatto parte dal lavoro, ma il divario col Nord resta un’incognita

I dati del Centro Studi Tagliacarne scattano l'istantanea di un'area in forte movimento: Benevento è prima in Italia per crescita di occupati, Avellino brilla per l'aumento dei salari.

A cura di Redazione
01 aprile 2026 09:36
Irpinia e Sannio: Il riscatto parte dal lavoro, ma il divario col Nord resta un’incognita -
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Le province di Avellino e Benevento non restano a guardare. Gli ultimi dati elaborati dal Centro Studi Tagliacarne restituiscono l’immagine di un’area territoriale capace di reagire con vigore alle sfide post-pandemiche, trainata da una dinamica occupazionale che, per certi versi, non ha eguali nel resto del Paese.

La spinta del reddito e il "caso" Benevento

Tra il 2021 e il 2024, il reddito disponibile pro capite ha subito un’impennata significativa:

  • Avellino: 16.831 euro (+17,2%)

  • Benevento: 16.055 euro (+16,6%)

Ma è guardando al mercato del lavoro che emergono i dati più sorprendenti. Benevento si attesta al primo posto in Italia per crescita degli occupati dipendenti nel triennio considerato. Un primato nazionale che segnala una vitalità insospettabile del tessuto produttivo sannita. Non è da meno l’Irpinia: Avellino è terza a livello nazionale per l'incremento dei redditi da lavoro dipendente, a testimonianza di una crescita che non è solo numerica ma riguarda anche il valore economico delle prestazioni lavorative.

Luci e ombre: il peso della fragilità economica

Nonostante il balzo in avanti, il quadro generale invita alla prudenza. Sebbene la crescita sia sostenuta, i valori assoluti ricordano che la strada per la convergenza con il resto d'Italia è ancora lunga.

Provincia

Posizione in Graduatoria Nazionale

Crescita Reddito Lavoro Dipendente

Avellino

95ª

+21,5%

Benevento

100ª

+20,8%

Il posizionamento nelle retrovie della classifica nazionale (95° e 100° posto) evidenzia un divario strutturale ancora profondo. A preoccupare è soprattutto la distribuzione della ricchezza: oltre il 30% dei contribuenti dichiara meno di 10.000 euro annui. Una fascia di povertà o fragilità economica che rischia di restare esclusa dai benefici della ripresa.

Due modelli a confronto

L'analisi del Tagliacarne evidenzia anche differenze strutturali tra i due territori:

  1. Avellino: Mostra una maggiore incidenza del lavoro dipendente sul reddito totale, ma a fronte di una crescita occupazionale meno esplosiva rispetto ai vicini sanniti.

  2. Benevento: Registra un boom di nuovi occupati, ma il peso del lavoro dipendente sul reddito complessivo rimane più contenuto, suggerendo una frammentazione o una qualità contrattuale ancora da consolidare.

"I dati delineano territori in recupero, con punte di eccellenza sul fronte occupazionale, ma che richiedono interventi per consolidare la crescita e ridurre le disuguaglianze."

Conclusioni

L’Irpinia e il Sannio si confermano laboratori di resilienza. La sfida per il prossimo futuro sarà trasformare questi "picchi" di crescita in un benessere diffuso e strutturale, investendo sulla qualità dell'occupazione per evitare che l'aumento dei contratti sia solo una fiammata passeggera e per erodere quella sacca di precarietà che ancora costringe un terzo della popolazione sotto la soglia critica dei 10.000 euro.

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