Irpinia e Sannio alla deriva: la fuga dal futuro e l'incubo spopolamento
Entro il 2050 Avellino e Benevento rischiano di perdere un quinto della popolazione residente, tra culle vuote e un invecchiamento record.
I dati pubblicati dal Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne nel giugno 2026 fotografano una drammatica emergenza demografica nelle province di Avellino e Benevento, dove l'inesorabile calo delle nascite e la persistente emigrazione giovanile rischiano di contrarre la popolazione locale di circa il venti per cento entro i prossimi venticinque anni.
Il declino strutturale emerge chiaramente dall'analisi storica e dalle proiezioni a lungo termine elaborate per il territorio. Tra il 2002 e il 2026, la provincia di Avellino ha registrato una perdita dell'8,3% dei propri abitanti, mentre Benevento ha subito una contrazione ancora più severa, toccando il 10% in meno di residenti. Lo scenario futuro appare persino peggiore, stimando una riduzione ulteriore del 18,4% per l'Irpinia e del 19,6% per il Sannio entro il 2050, cifre che equivalgono alla scomparsa programmata di un cittadino su cinque dall'attuale tessuto sociale.
Questa emorragia demografica trova la sua principale causa in un crollo della natalità senza precedenti, che nel 2025 ha visto entrambe le province appiattirsi su una media di appena 1,08 figli per donna, un valore drammaticamente inferiore alla soglia minima di ricambio generazionale. Tale paralisi delle culle posiziona Avellino e Benevento a un modesto sessantottesimo posto nella graduatoria nazionale, innescando un parallelo e fulmineo invecchiamento della popolazione che vedrà l'indice di vecchiaia schizzare dagli attuali 230 anziani ogni cento giovani fino alla proiezione record di quasi quattro ultra65enni per ogni singolo ragazzo sotto i quattordici anni nel 2050.
Ad aggravare il quadro interviene il fattore migratorio, che se da un lato mostra un tasso di espatrio verso l'estero apparentemente contenuto rispetto alla media nazionale, dall'altro cela la vera piaga del Mezzogiorno, rappresentata dai massicci trasferimenti interni verso le province del Centro e del Nord Italia. Questo flusso invisibile, non intercettato dalle statistiche sull'emigrazione transfrontaliera, sottrae costantemente le fasce più giovani e scolarizzate della popolazione, privando le comunità interne della linfa vitale necessaria a sostenere il welfare, i consumi e i servizi essenziali.
Di fronte a questa autentica crisi sistemica, le istituzioni locali invocano un radicale cambio di paradigma economico e sociale per invertire la rotta prima del punto di non ritorno. Come sottolineato dai vertici della Camera di Commercio Irpinia Sannio, lo spopolamento e la desertificazione imprenditoriale non sono condanne inevitabili, ma sfide che impongono una visione di lungo periodo incentrata sull'innovazione, sulla formazione d'eccellenza e sulla valorizzazione delle risorse territoriali, unici strumenti reali in grado di trattenere i giovani e rigenerare la competitività economica locale.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 30 giugno 2026