Irpinia. Banda dei furti in abitazione, quattro arresti: 40 colpi tra Campania, Lazio e Abruzzo

Operazione dei Carabinieri della Compagnia di Solofra. Contestati 40 furti, di cui 12 tentati, e una rapina impropria. Gli indagati, tra i 24 e i 38 anni, avrebbero agito in diverse province utilizzando auto a noleggio e schede telefoniche intestate a ter

15 settembre 2026 09:49
Irpinia. Banda dei furti in abitazione, quattro arresti: 40 colpi tra Campania, Lazio e Abruzzo -
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Quattro persone, di età compresa tra i 24 e i 38 anni, sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’indagine sui furti in abitazione. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Solofra, insieme ai Comandi dell’Arma territorialmente competenti, su disposizione del Gip del Tribunale di Avellino.

Gli indagati, tutti di nazionalità albanese e residenti tra Caserta e Napoli, sono gravemente indiziati, a vario titolo, dei delitti di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in abitazione in piccoli centri urbani del territorio nazionale.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino e condotta dai militari della Compagnia di Solofra, ha preso avvio dopo alcuni furti messi a segno ad Aiello del Sabato, nel gennaio scorso. Gli accertamenti avrebbero consentito di individuare un sodalizio criminale attivo, secondo l’impostazione accusatoria, tra le province di Avellino, Salerno, Latina, Frosinone, Benevento, Isernia, Campobasso e L’Aquila.

Dal mese di gennaio al mese di aprile 2026, al gruppo vengono contestati complessivamente 40 furti in abitazione, di cui 12 tentati, oltre a una rapina impropria.

Case isolate e colpi organizzati

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe operato attraverso una precisa suddivisione dei compiti. In particolare, sarebbero state individuate abitazioni isolate nelle periferie di piccoli centri delle quattro regioni interessate, prese di mira soprattutto nelle ore serali e notturne.

Prima di entrare nelle abitazioni, i presunti componenti della banda avrebbero provveduto a forzare gli infissi. Una volta all’interno, la ricerca si sarebbe concentrata soprattutto su denaro contante, monili, oggetti preziosi e altri beni di valore.

In un episodio avvenuto in un piccolo centro della provincia di Latina, un tentativo di furto sarebbe degenerato in una rapina impropria. La vittima avrebbe sorpreso i malfattori durante l'azione e sarebbe stata colpita con una spranga di ferro, utilizzata dagli autori del colpo per garantirsi la fuga.

Gli investigatori avrebbero inoltre ricostruito una stabile ripartizione dei ruoli all’interno del gruppo: due degli indagati avrebbero avuto il compito di svolgere le funzioni di autista e “palo”, mentre gli altri due si sarebbero introdotti nelle abitazioni alla ricerca di contanti e preziosi.

Auto a noleggio e schede telefoniche intestate a terzi

Per gli spostamenti, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero state utilizzate esclusivamente auto a noleggio, frequentemente sostituite durante il periodo di attività del gruppo. Anche le comunicazioni sarebbero state gestite con particolari accorgimenti: gli indagati avrebbero utilizzato schede telefoniche intestate fittiziamente a persone terze.

Il valore complessivo della refurtiva contestata ammonterebbe a diverse decine di migliaia di euro, tra denaro e oggetti preziosi.

Le indagini hanno fatto ricorso ad attività tecniche di intercettazione, all’acquisizione e all’analisi di immagini estrapolate da sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, oltre all’analisi dei dati di traffico telefonico e delle celle di aggancio. Sono state inoltre effettuate individuazioni fotografiche ed escussioni di persone informate sui fatti.

Gli accertamenti avrebbero consentito agli investigatori di ricostruire la presenza degli indagati nei luoghi e negli orari compatibili con diversi episodi contestati, fornendo ulteriori elementi ritenuti dalla Procura convergenti nel delineare il quadro accusatorio.

Sulla base degli elementi raccolti, il Gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e concrete esigenze cautelari, ravvisando in particolare il pericolo di reiterazione di condotte della stessa natura e il pericolo di fuga. Da qui la decisione di disporre la custodia cautelare in carcere.

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