Inquinamento Sarno: sequestrata conceria da 3 milioni a Serino

Blitz dei Carabinieri: 150 mc di rifiuti tossici e scarichi illegali nel Sarno. Sequestrato opificio da 3.000 mq. Denunciato un 54enne.

A cura di Redazione
28 febbraio 2026 07:58
Inquinamento Sarno: sequestrata conceria da 3 milioni a Serino -
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Continua senza sosta l’offensiva dei Carabinieri per la salvaguardia del bacino idrografico del fiume Sarno. Nell’ambito di un’operazione congiunta tra i Carabinieri del Nucleo Forestale di Serino e l’Arma territoriale, un imprenditore di 54 anni è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino. Le accuse sono pesanti: deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e gestione illecita di reflui industriali.

Scarichi abusivi e assenza di autorizzazioni

L'indagine, condotta in attuazione del protocollo d'intesa tra le Procure per il contrasto all'inquinamento ambientale, ha portato alla luce una gestione totalmente fuori norma di un opificio dedito alla concia e raffinazione delle pelli.

Dagli accertamenti dei militari è emerso che l'attività veniva esercitata in totale spregio delle normative vigenti:

  • Emissioni in atmosfera: Assenza di qualsiasi autorizzazione.

  • Scarichi idrici: Mancanza di permessi per lo scarico delle acque reflue industriali e di prima pioggia.

  • Ciclo di filtraggio: I reflui venivano immessi direttamente nella pubblica fognatura senza alcun trattamento preliminare di prefiltraggio o disoleazione, con rischi gravissimi per l'ecosistema locale.

Il "tesoretto" di rifiuti pericolosi

All'interno dello stabilimento e nelle pertinenze esterne, i Carabinieri hanno rinvenuto circa 150 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi. Tra il materiale stoccato illegalmente sono stati individuati fusti di oli esausti e svariati contenitori di prodotti chimici, tutti privi della necessaria caratterizzazione e classificazione.

Maxi sequestro da 3 milioni di euro

L'operazione si è conclusa con il sequestro preventivo dell'intero opificio e dell'area esterna circostante, per una superficie totale di circa 3.000 metri quadrati. Il valore complessivo del patrimonio sottoposto a vincolo giudiziario si aggira intorno ai 3 milioni di euro.

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