Incidenti stradali, due famiglie senza risarcimento nonostante le sentenze
A Caivano morirono due genitori, a Casalnuovo un uomo rimase gravemente menomato. L'avvocato Petruzzi denuncia i ritardi di Fondo e Allianz.
Due gravi incidenti stradali, due vicende giudiziarie concluse e responsabilità accertate, ma nessun risarcimento per le vittime e i loro familiari, nonostante siano trascorsi anni dai fatti. È la denuncia dell'avvocato Francesco Petruzzi, che richiama l'attenzione sui casi di Caivano, risalente al 2023, e di Casalnuovo, avvenuto nel 2021, puntando il dito contro il Fondo di garanzia per le vittime della strada e la compagnia assicurativa Allianz.
Il primo episodio risale al 2023 e si verificò a Caivano, dove un incidente stradale costò la vita a una coppia di cinquantenni, genitori di due bambini rimasti feriti. Secondo quanto riferito dal legale, il conducente responsabile del sinistro era alla guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Per lui è arrivata una condanna a 12 anni di reclusione.
La seconda vicenda riguarda un uomo, identificato con le iniziali G.P., che all'epoca dei fatti aveva 34 anni. Nel 2021 fu investito a Casalnuovo di Napoli e sopravvisse, ma riportò conseguenze gravissime, tali da lasciarlo oggi gravemente menomato. Il procedimento penale si è concluso con un patteggiamento a due anni.
In entrambi i casi, sostiene Petruzzi, le responsabilità sono state sancite da provvedimenti giudiziari ormai definitivi. Eppure, a distanza di tempo, le persone che hanno subito le conseguenze degli incidenti non avrebbero ancora ottenuto quanto spetta loro a titolo di risarcimento.
L'accusa contro il Fondo e Allianz
L'avvocato, che assiste i familiari della coppia deceduta e l'uomo rimasto gravemente ferito, contesta in particolare il comportamento del Fondo di garanzia per le vittime della strada e della compagnia assicurativa Allianz.
«Sono entrambe reticenti, stanno facendo orecchie da mercante, malgrado le responsabilità dell'accaduto siano state sancite in maniera lapalissiana», afferma il legale, denunciando una situazione che prolunga le difficoltà di chi ha già subito perdite e sofferenze enormi.
Secondo quanto riferito da Petruzzi, le istruttorie assicurative sarebbero state completate da tempo e consentirebbero di procedere alla liquidazione degli indennizzi. Nonostante ciò, le somme non sarebbero state ancora corrisposte.
La strada del giudizio civile
Di fronte alla mancata liquidazione, il legale spiega di essere stato costretto ad avviare un procedimento civile per ottenere i risarcimenti. Un percorso che si annuncia lungo e costoso, nonostante l'esito dei procedimenti penali abbia già definito le responsabilità dei conducenti coinvolti.
La vicenda pone nuovamente l'attenzione sulle difficoltà che le vittime della strada e i loro familiari possono incontrare nel passaggio dall'accertamento delle responsabilità alla concreta liquidazione dei danni. Per chi ha perso i propri cari o ha riportato conseguenze permanenti, il protrarsi delle procedure rappresenta un ulteriore peso, che si aggiunge al trauma dell'incidente.
«Queste persone hanno perso tutto», conclude Petruzzi, sottolineando come i familiari e il sopravvissuto abbiano acquisito il diritto al risarcimento, ma siano ancora in attesa di ottenere quanto dovuto.
Una denuncia che chiama in causa i tempi e le modalità di gestione delle pratiche risarcitorie e che riporta al centro la condizione di chi, pur dopo una sentenza definitiva, deve affrontare un nuovo percorso giudiziario per vedere riconosciuti concretamente i propri diritti.