Inchiesta Comune, Mastella rompe il silenzio: «Fiducia nella Procura»

Il sindaco interviene dopo il nuovo fronte giudiziario: «Mai ricevute donazioni per Noi di Centro. Chi ha preso soldi lo ha fatto a titolo personale»

24 settembre 2026 16:54
Inchiesta Comune, Mastella rompe il silenzio: «Fiducia nella Procura» -
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L'inchiesta sull'ex dirigente comunale Gennaro Santamaria entra in una nuova e più delicata fase e torna a scuotere Palazzo Mosti. Tra i nuovi sviluppi dell'indagine figurano, secondo quanto emerso dagli accertamenti della Procura, anche un amministratore e alcuni dipendenti comunali. E sullo sfondo compare nuovamente la politica, con l'ipotesi di una presunta somma destinata alle spese elettorali di Noi di Centro.

È su questo scenario che interviene il sindaco Clemente Mastella, affidando a una nota la propria posizione. Una presa di parola nella quale il primo cittadino tiene insieme due piani: il richiamo alla presunzione di innocenza per le persone coinvolte e, contemporaneamente, la necessità che l'inchiesta faccia piena luce sui fatti.

«Ho appreso stamane dell'evoluzione dell'attività di indagine condotta dall'Autorità Giudiziaria», scrive Mastella, sottolineando come tra gli indagati risultino «un amministratore ed alcuni dipendenti comunali». Il sindaco auspica che possano dimostrare «sin dalla fase delle indagini preliminari» la loro completa estraneità alle contestazioni.

Un passaggio che assume particolare rilievo perché l'indagine, nata dall'arresto dell'ex dirigente comunale, sembra essersi progressivamente allargata, andando a interessare diversi segmenti dell'attività amministrativa e diversi soggetti.

IL NODO DEI SOLDI A NOI DI CENTRO

Ma è soprattutto il riferimento alle presunte spese elettorali a spostare l'inchiesta anche sul terreno politico.

Mastella prende nettamente le distanze dalla ricostruzione relativa a una presunta donazione al partito Noi di Centro: «Mai né richiesta né ricevuta», precisa il sindaco.

E aggiunge una frase destinata a pesare nel dibattito politico: «Se qualcuno ha intascato davvero tali somme lo ha fatto a titolo esclusivamente personale, in modo evidentemente illecito».

La precisazione di Mastella arriva mentre gli investigatori stanno ricostruendo una serie di rapporti e movimentazioni che, secondo le ipotesi investigative, avrebbero interessato anche la dimensione politica. Si tratta, va ricordato, di contestazioni ancora nella fase delle indagini e che dovranno trovare riscontro nel prosieguo del procedimento.

DALL'ARRESTO DI SANTAMARIA ALL'INCHIESTA ALLARGATA

La vicenda giudiziaria aveva avuto una prima svolta il 30 marzo, con l'arresto in flagranza di Gennaro Santamaria, all'epoca dirigente del Comune di Benevento, nell'ambito di un'indagine su una presunta richiesta di denaro legata a pratiche edilizie.

Da quel momento l'attività investigativa si è progressivamente estesa. Le verifiche hanno portato gli inquirenti ad approfondire altri episodi e i rapporti dell'ex dirigente con professionisti, imprenditori e componenti della macchina amministrativa.

L'attuale fase dell'indagine comprende, secondo quanto riportato nelle ricostruzioni giornalistiche, diverse ipotesi di reato e un numero più ampio di persone coinvolte. Tra gli elementi al vaglio della Procura ci sono anche le dichiarazioni rese da Santamaria, sulle quali è stata chiesta l'acquisizione attraverso un incidente probatorio.

È proprio questo uno dei passaggi che potrebbe contribuire a definire il quadro dell'inchiesta: cristallizzare le dichiarazioni rese dall'ex dirigente attraverso un procedimento svolto nel contraddittorio tra le parti.

MASTELLA: «PIENA FIDUCIA NELL'AUTORITÀ INQUIRENTE»

Di fronte all'allargamento dell'inchiesta, il sindaco sceglie dunque di non attaccare la magistratura e anzi ribadisce «piena fiducia nell'operato dell'Autorità Inquirente».

L'auspicio espresso da Mastella è che gli accertamenti procedano rapidamente, così da consentire di verificare ogni elemento e arrivare all'accertamento della verità.

Una posizione che prova anche a separare il piano giudiziario da quello politico: da una parte la tutela degli amministratori e dei dipendenti comunali coinvolti, ai quali viene riconosciuta la possibilità di dimostrare la propria estraneità; dall'altra la necessità, sottolineata dallo stesso sindaco, di perseguire «ogni devianza rispetto alla primazia della legge e del buon andamento della cosa pubblica».

Per Palazzo Mosti si apre così una fase particolarmente delicata. L'inchiesta partita dall'arresto di Santamaria non appare più circoscritta all'episodio originario e coinvolge ora, sul piano investigativo, anche figure interne all'amministrazione e un capitolo relativo al finanziamento delle attività elettorali.

Ma il punto fermo, sul piano giudiziario, resta uno: siamo nella fase delle indagini preliminari. Le accuse dovranno essere sottoposte alle verifiche previste dalla legge e nessuna responsabilità può essere considerata accertata fino a una eventuale sentenza definitiva.

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