Inchiesta Avellino: archiviata la posizione di Laura Nargi
Il GIP archivia 22 posizioni nell'inchiesta "Dolce Vita": per l'ex sindaca Nargi e i funzionari comunali manca ogni prova di colpevolezza.
Svolta significativa in uno dei filoni dell’inchiesta "Dolce Vita", l’indagine che nella primavera del 2024 ha scosso il Comune di Avellino. Il GIP del Tribunale irpino, Giulio Argenio, ha disposto l’archiviazione per 22 indagati, tra cui l'attuale sindaca (all'epoca vice) Laura Nargi, funzionari comunali e diversi imprenditori.
Secondo il giudice, non vi sono elementi sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio: in breve, manca quella "ragionevole previsione di condanna" necessaria per procedere.
Il cuore del provvedimento: sponsorizzazioni e affidamenti
Il decreto di archiviazione si concentra sulle indagini relative alle sponsorizzazioni di eventi e ai correlati affidamenti diretti. Dall'analisi degli atti è emerso che:
Per Laura Nargi: sebbene informata delle attività dall'ex sindaco Gianluca Festa, non ha mai assunto ruoli decisionali o operativi che potessero configurare reati.
Per gli imprenditori: molti di loro avevano rifiutato le richieste di sponsorizzazione avanzate dal Comune, facendo così cadere l’ipotesi di accordi illeciti.
Per i funzionari: archiviate anche le posizioni di Vincenzo Lissa (Segretario Generale) e Domenico Sullo (vice comandante della Municipale).
La reazione della difesa: "Fine di una macchina del fango"
Grande soddisfazione è stata espressa dall'avvocato Costantino Sabatino, legale di Laura Nargi. Il penalista ha sottolineato come l'ordinanza sancisca l’"assoluta estraneità" della sua assistita, ricordando però il peso mediatico e politico subito:
"Nargi è stata vittima di una vera e propria macchina del fango, ma ha mantenuto garbo istituzionale e contegno civico, collaborando sempre con gli inquirenti."
Verso il processo principale
Nonostante questo consistente sfoltimento degli indagati, il cuore dell'inchiesta "Dolce Vita" resta in attesa del vaglio processuale. Il prossimo 24 aprile inizierà infatti il dibattimento per il filone principale, che vede coinvolte 26 persone, tra cui l’ex primo cittadino Gianluca Festa. In quella sede, i giudici del Tribunale di Avellino dovranno fare luce sulle accuse di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e turbata libertà degli incanti.