Incendio nell’area industriale di Airola, allarme per il dilavamento dei rifiuti

A settimane dal rogo, resta aperta la questione della messa in sicurezza dei depositi residui. Diffida agli enti competenti per scongiurare il rischio di contaminazione del suolo e delle falde acquifere.

09 ottobre 2026 13:06
Incendio nell’area industriale di Airola, allarme per il dilavamento dei rifiuti -
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A settimane di distanza dal grave incendio che ha colpito lo stabilimento di stoccaggio rifiuti nell’area industriale di Airola, l’emergenza ambientale non può dirsi conclusa. Spento il rogo e dissolta la nube nera che aveva destato preoccupazione nella Valle Caudina, l’attenzione si concentra ora sui materiali residui rimasti sul piazzale e sui potenziali effetti delle precipitazioni.

Il rischio del dilavamento

Il problema riguarda soprattutto le ceneri e i residui della combustione di materiali plastici e industriali, che possono contenere sostanze inquinanti. In assenza di adeguate misure di protezione e di sistemi di isolamento impermeabile, il contatto con l’acqua piovana può favorire il fenomeno del dilavamento.

Le acque meteoriche, attraversando i cumuli di materiali, possono trascinare sostanze contaminanti verso il terreno e favorirne la penetrazione negli strati superficiali del suolo. In determinate condizioni, il rischio può estendersi anche alle falde acquifere, rendendo necessari interventi tempestivi e specifiche verifiche ambientali.

La diffida delle aziende confinanti

A sollecitare un’accelerazione delle operazioni di messa in sicurezza sono le aziende confinanti dell’area PIP, preoccupate per il protrarsi della situazione e per il possibile peggioramento delle condizioni ambientali con il ritorno delle piogge.

Le attività produttive locali hanno presentato un atto di diffida indirizzato alla società responsabile della gestione del sito, al Comune di Airola, alla Provincia di Benevento e alla Regione Campania.

La richiesta è quella di intervenire senza ulteriori ritardi per mettere in sicurezza l’area e impedire che il dilavamento dei materiali residui possa aggravare il quadro ambientale. Nella diffida viene inoltre sollecitata, ove ne ricorrano i presupposti, l’attivazione dei poteri sostitutivi previsti dalla normativa ambientale, così da garantire l’esecuzione degli interventi necessari anche in caso di inerzia dei soggetti responsabili.

Attesa per i risultati dei monitoraggi

Resta ora da conoscere l’esito degli accertamenti condotti dagli enti competenti sulle matrici ambientali, in particolare suolo e acqua, nelle aree circostanti lo stabilimento.

I risultati saranno determinanti per verificare l’eventuale presenza di contaminanti, accertare se si siano verificate infiltrazioni di acque potenzialmente contaminate e definire le eventuali misure di bonifica o di ulteriore messa in sicurezza.

Nel frattempo, la preoccupazione delle imprese confinanti resta legata alla necessità di evitare che le precipitazioni trasformino le conseguenze dell’incendio in un problema ambientale più esteso. Dopo l’emergenza legata al fumo e alle fiamme, per Airola si apre dunque una nuova fase, nella quale tempestività degli interventi e risultati dei monitoraggi saranno decisivi per tutelare il territorio e le attività produttive.

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