Incendio Eco Energy, l’Arpac analizza i suoli: per i prodotti agricoli decide l’Asl
Dopo il rogo del 31 agosto, cresce la preoccupazione degli agricoltori in vista della vendemmia e della raccolta. L’Arpac avvierà i campionamenti dei terreni.
A quindici giorni dal devastante incendio che il 31 agosto scorso ha interessato l’impianto di rifiuti Eco Energy s.r.l. di Airola, resta alta l’attenzione sulle possibili conseguenze per il territorio agricolo della Valle Caudina.
La preoccupazione riguarda soprattutto gli agricoltori, i viticoltori e gli olivicoltori che si preparano alla vendemmia e alle prossime raccolte. Il timore è che eventuali sostanze ricadute sui terreni dopo l’incendio possano avere conseguenze sulla sicurezza delle produzioni.
Una domanda semplice, ma delicatissima: uva, olive, ortaggi e altri prodotti delle campagne possono essere raccolti e consumati senza rischi?
A fare chiarezza sulle rispettive competenze è ora l’ARPAC Campania, Dipartimento provinciale di Benevento, che il 15 settembre 2026 ha risposto alla richiesta di chiarimenti avanzata dal presidente della Città Caudina.
L’ARPAC analizzerà i terreni
Il primo punto è chiaro: l’ARPAC procederà al campionamento dei suoli nelle aree considerate maggiormente interessate dalla possibile ricaduta di contaminanti.
La scelta dei punti di campionamento sarà effettuata anche sulla base dei dati meteorologici relativi alle giornate dell’incendio, così da individuare le zone nelle quali è più probabile che le sostanze trasportate dal fumo possano essersi depositate.
Un passaggio fondamentale per capire quale sia stato l'impatto dell'incendio sull'ambiente e, soprattutto, per verificare le eventuali conseguenze sulla qualità dei terreni agricoli.
Ma sui prodotti agricoli la competenza è dell’ASL
Ed è proprio questo il punto che maggiormente interessa il mondo agricolo.
Secondo quanto chiarito dall'ARPAC, la valutazione della sicurezza dei prodotti agricoli non spetta all'Agenzia, ma all'ASL di Benevento, Dipartimento di Prevenzione.
Per stabilire se uva, olive e altri prodotti possano essere considerati sicuri, infatti, non basta analizzare il terreno: occorre effettuare campionamenti direttamente sui prodotti agricoli e sottoporli alle necessarie analisi.
Di conseguenza, eventuali indicazioni sulla raccolta, sulla commercializzazione e sul consumo delle produzioni agricole dovranno arrivare dall'autorità sanitaria competente.
Gli agricoltori aspettano risposte
Il chiarimento arriva in un momento particolarmente delicato. La stagione agricola non aspetta: la vendemmia è alle porte e per molti produttori le prossime settimane rappresentano il momento decisivo dell'annata.
Da qui l'esigenza di avere risposte rapide, ufficiali e soprattutto basate su analisi scientifiche.
Il Comune di Airola, nel rendere pubblica la nota dell'ARPAC, sottolinea di comprendere e condividere la preoccupazione degli operatori agricoli e ribadisce che l'ente comunale non può sostituirsi agli organismi sanitari competenti.
Ma la richiesta è altrettanto chiara: gli enti preposti devono fare la loro parte e fornire ai cittadini indicazioni certe prima che i prodotti arrivino sulle tavole.
Per ora, dunque, restano due percorsi distinti: ARPAC dovrà verificare la situazione dei suoli; l'ASL dovrà stabilire, attraverso le analisi sui prodotti, se le produzioni agricole siano sicure.
E mentre gli enti avviano gli accertamenti, nelle campagne di Airola resta una domanda che attende una risposta definitiva: dopo il grande incendio della Eco Energy, cosa è realmente caduto sui nostri terreni e, soprattutto, cosa è finito dentro i nostri prodotti agricoli?
La risposta, questa volta, dovrà arrivare dai risultati delle analisi.