In Irpinia Commercio di vicinato in difficoltà, l’allarme di Confesercenti
Marinelli: «Consumi stagnanti, famiglie più prudenti e concorrenza delle grandi piattaforme. A rischio non ci sono soltanto le imprese, ma anche la vitalità dei centri urbani e dei piccoli comuni».
Il commercio di prossimità continua a perdere terreno, stretto tra la debolezza dei consumi, la ridotta capacità di spesa delle famiglie e la concorrenza sempre più aggressiva delle grandi piattaforme online. Una difficoltà che interessa anche l’Irpinia, dove i piccoli esercizi commerciali devono fare i conti con un mercato in continua trasformazione e con margini di guadagno sempre più ridotti.
A lanciare l’allarme è Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti Avellino, che richiama l’attenzione sui dati Istat relativi alle vendite al dettaglio di settembre 2026. Il quadro che emerge è quello di una sostanziale stagnazione dei consumi: nei primi nove mesi dell’anno la crescita si ferma appena allo 0,4% in volume, mentre le piccole superfici commerciali registrano una flessione dello 0,8%.
«I consumi sono fermi al palo e il commercio di prossimità è sempre più in difficoltà – sottolinea Marinelli –. I dati confermano il progressivo spostamento degli acquisti dai negozi tradizionali verso le piattaforme online, un fenomeno sempre più consistente anche in Irpinia».
A pagare il prezzo di questa situazione sono soprattutto le attività di vicinato, già penalizzate dall’aumento dei costi di gestione e da una domanda interna debole. Le famiglie, sempre più attente al bilancio domestico, riducono gli acquisti e concentrano le spese sui beni essenziali, mentre i commercianti si trovano a fronteggiare una concorrenza che, secondo Confesercenti, si sviluppa in un quadro normativo che non garantisce condizioni equilibrate tra operatori tradizionali e grandi piattaforme digitali.
Una crisi che rischia di avere conseguenze ben più ampie della semplice chiusura delle attività. «Quando abbassa la saracinesca un negozio – evidenzia il presidente di Confesercenti Avellino – non scompare soltanto un’impresa. Viene meno un servizio di prossimità, un punto di riferimento per i cittadini, un presidio di socialità e sicurezza».
Il pericolo è quello di una progressiva desertificazione commerciale, destinata a incidere sulla qualità della vita nei centri urbani, nei quartieri periferici e nei piccoli comuni della provincia. I negozi di vicinato, infatti, rappresentano non soltanto una componente fondamentale dell'economia locale, ma anche un elemento di coesione sociale e di presidio del territorio.
Da qui la richiesta di interventi strutturali. Per Marinelli servono politiche capaci di sostenere il potere d'acquisto delle famiglie e regole che assicurino una concorrenza più equilibrata tra commercio tradizionale ed e-commerce. Un ruolo importante spetta anche alle amministrazioni locali, chiamate a investire nella rivitalizzazione dei centri storici, nella valorizzazione delle attività commerciali di prossimità e nel contrasto alla desertificazione, anche nelle aree periferiche.
«Difendere il commercio di prossimità significa difendere il lavoro, l’economia del territorio e il futuro delle nostre città e dei nostri paesi – conclude Marinelli –. Non possiamo permettere che i piccoli esercizi commerciali continuino a essere lasciati soli di fronte a trasformazioni del mercato che richiedono risposte strutturali e una strategia condivisa».