In Campania 1 bambino su 6 al nido e aumenta la dispersione scolastica.

In Italia la povertà educativa si radica già nei primi anni di vita e tende ad aggravarsi con il passare del tempo: l’accesso ai servizi per la prima infanzia resta diseguale e, negli anni successivi,...

22 gennaio 2026 10:41
In Campania 1 bambino su 6 al nido e aumenta la dispersione scolastica. -
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In Italia la povertà educativa si radica già nei primi anni di vita e tende ad aggravarsi con il passare del tempo: l’accesso ai servizi per la prima infanzia resta diseguale e, negli anni successivi, cresce il rischio di dispersione scolastica. In occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione, Mission Bambini richiama l’attenzione su una crisi che a livello nazionale riguarda circa un milione di minori e rafforza il proprio impegno a supporto dell’infanzia attraverso le Stelle Mission Bambiniuna rete di centri educativi attivi nei territori più vulnerabili del Paese. In Campania, la povertà educativa si inserisce in un contesto di forte fragilità sociale: oltre il 43% dei minori vive in condizioni di rischio di povertà o esclusione sociale, una delle incidenze più alte in Italia. Una condizione che incide direttamente sull’accesso alle opportunità educative, a partire dai servizi per la prima infanzia. Proprio nei primi anni di vita emergono le criticità più evidenti. In Campania la copertura dei servizi educativi per la fascia 0–3 anni resta tra le più basse del Paese, ben al di sotto degli obiettivi europei, e molte famiglie non riescono ad accedere a un nido o a un servizio educativo integrativo. A livello nazionale, quasi il 60% delle strutture per la prima infanzia segnala la presenza di liste d’attesa, a conferma di un’offerta insufficiente rispetto ai bisogni. Con la crescita, questa fragilità si traduce spesso in difficoltà nei percorsi scolastici. In Campania in particolare, il numero di ragazzi e ragazze che abbandonano precocemente la scuola, tra i 18 e i 24 anni, è più alto della media nazionale arrivando al 15% degli studenti. Accanto a questo dato, resta cruciale la qualità degli apprendimenti: la dispersione implicita – cioè studenti che arrivano alla fine del percorso senza competenze fondamentali adeguate – sfiora il 9%, quasi uno studente su dieci, con differenze territoriali che continuano a penalizzare le aree più fragili.

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