Il gioco è un settore dell'economia: ecco i numeri che lo dimostrano.

Il gioco in Italia rappresenta ormai da tempo una componente strutturale dell’economia nazionale. Non si tratta solo di intrattenimento, ma di un comparto regolato, monitorato e fiscalmente rilevante,...

19 maggio 2025 12:24
Il gioco è un settore dell'economia: ecco i numeri che lo dimostrano. -
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Il gioco in Italia rappresenta ormai da tempo una componente strutturale dell’economia nazionale. Non si tratta solo di intrattenimento, ma di un comparto regolato, monitorato e fiscalmente rilevante, come dimostrano i dati ufficiali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) pubblicati nel Libro Blu 2022, scaricabile gratuitamente dal sito web. Le cifre evidenziano un settore complesso e articolato, con una filiera che coinvolge concessionari, fornitori tecnologici, operatori di rete, punti vendita e piattaforme online.

Nel 2022, la raccolta complessiva del gioco pubblico, vale a dire il totale delle giocate effettuate, ha raggiunto quota 136,02 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 111,75 miliardi del 2021. Tuttavia, come spesso sottolineato dagli esperti, questo dato non dovrebbe far strabuzzare subito gli occhi perché non equivale ai ricavi del settore. Infatti, la spesa effettiva dei giocatori, ossia la raccolta al netto delle vincite, è stata di circa 19,2 miliardi di euro. Questa cifra rappresenta il vero valore economico del mercato del gioco e costituisce la base su cui si calcola il contributo fiscale allo Stato.

Fatta questa premessa, il gettito erariale derivante dal gioco è stato pari a 11,2 miliardi di euro, con una quota significativa generata dai giochi numerici a totalizzatore (come il SuperEnalotto), il Lotto, le lotterie istantanee, le slot (AWP) e le VLT, nonché dal comparto del gioco a distanza, che da solo ha generato 1,01 miliardi di euro in entrate per l’erario. A questi si aggiungono gli esercizi di raccolta fisica, come tabaccherie, bar, sale bingo (anche se i numeri più recenti indicano come queste stiano diminuendo sempre più), corner sportivi e sale dedicate, e le piattaforme di gioco online autorizzate da ADM. L’intero sistema impiega decine di migliaia di lavoratori, diretti e indiretti, e contribuisce in modo costante al bilancio dello Stato.

Il comparto digitale, in particolare, è cresciuto in modo significativo, con una raccolta nel gioco a distanza che ha superato i 73 miliardi di euro nel 2022, con una spesa di 3,7 miliardi. All’interno del gioco online, spiccano le slot digitali (29,6 miliardi di raccolta), le scommesse sportive (15,3 miliardi) e i giochi di carte in modalità torneo e cash (oltre 10 miliardi complessivi). Il passaggio progressivo verso il digitale ha portato a una gestione più efficiente, controllata e trasparente dell’intero comparto.

Il gioco però è una definizione molto più ampia e non fa riferimento solo alle categorie appena elencate. Oltre al mondo del casinò online, infatti, rientrano sotto questa denominazione anche tutti i giochi derivanti da app o utilizzabili da console e computer. Anche in questo caso i numeri restano molto elevati per il caso italiano, evidenziando una crescita del 3% annuale. Attualmente il mercato si attesta a 2,4 miliardi di euro secondo il rapporto promosso da IIDEA, l’associazione in rappresentanza dell’industria del gaming in Italia. A spiccare sono senza dubbio i giochi da mobile, in grado di generare da soli circa 908 milioni di euro. Appare invece in diminuzione il mercato fisico, a dimostrazione di un settore sempre più virato sul mondo digitale, anche grazie alle innovazioni tecnologiche (a fare da traino sono infatti elementi come il cloud gaming): ragionando in percentuale, il calo del comparto è pari al 24% rispetto al 2023.

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