Il filo della memoria: il ricordo di Enzo Gravina
A tre anni dalla scomparsa, la famiglia e i fratelli Altieri ne celebrano l’immenso valore nel giorno del suo compleanno
Oggi, 24 maggio 2026, i familiari e i fratelli Altieri si stringono nel ricordo commosso di Enzo Gravina in occasione del suo compleanno, a quasi tre anni dalla sua prematura scomparsa. Lo scrittore, giornalista e intellettuale per passione viene celebrato non solo come un custode della memoria storica e delle tradizioni locali, ma come una presenza che continua a guidare la comunità attraverso l'immenso patrimonio di conoscenza, curiosità e amore per la ricerca che ha saputo seminare nel corso della sua intensa vita.
La figura di Gravina ha rappresentato un punto di riferimento insostituibile, distinguendosi come ricercatore meticoloso e, come amava definirsi lui stesso, accumulatore seriale e non semplice collezionista. La sua inesauribile sete di sapere lo ha spinto a esplorare ogni aneddoto del passato profondo, trasformando la curiosità personale in un servizio per la collettività. Dalla cura di mostre storiche cruciali dedicate ai tragici bombardamenti fino alle collaborazioni innovative nei format che univano enogastronomia e fotografia, la sua firma è rimasta impressa in ogni espressione culturale.
Il suo nome resterà per sempre legato agli studi sul periodo longobardo e, soprattutto, al fenomeno delle janare, di cui è stato uno dei massimi esperti assoluti, traducendo queste ricerche nel celebre volume del 2014 intitolato "Streghe e Magia". Oltre all'attività saggistica, che lo ha visto anche tra gli autori del testo sulla morte di Re Manfredi di Sicilia, ha dimostrato un impegno civile concreto e appassionato. Negli anni Novanta si è speso in prima linea per la salvaguardia dell’area archeologica di Cellarulo, coordinando in seguito la "Banca della memoria" e venendo eletto presidente dell’Archeoclub di Baselice.
Oggi la sua assenza si fa sentire, ma il vuoto viene colmato dalla promessa di chi lo ha amato e ne ha condiviso il percorso umano e intellettuale. La famiglia e i fratelli Altieri hanno espresso la ferma volontà di tradurre la commozione in azione, impegnandosi a realizzare al più presto quelle iniziative culturali che finora sono rimaste nel cassetto. Il sogno di mantenere vivo e dinamico il suo lascito sta per diventare realtà, regalando al pubblico nuovi modi per dialogare con un uomo che ha saputo rendere la storia un bene comune.