I "Padri Sanniti" della Costituzione

Benevento celebra l’eredità politica di

A cura di Redazione
17 febbraio 2026 10:49
I "Padri Sanniti" della Costituzione -
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La memoria storica non è un semplice esercizio di nostalgia, ma una bussola per il futuro. Lo ha dimostrato il grande successo di partecipazione per il secondo appuntamento del ciclo #repubblica80Benevento, promosso dal Centro Studi del Sannio. Sotto la guida del presidente, il prof. Paolo Palumbo, la Sala del Centenario ha ospitato una serata di alto valore civile dedicata ai "padri" beneventani della Costituzione Italiana.

Cinque profili per una Carta Comune

L’incontro, condotto con maestria da Giuseppe Patrevita, ha acceso i riflettori sui cinque onorevoli del territorio eletti in quell’Assemblea Costituente che, tra il 1946 e il 1948, gettò le basi della nostra democrazia. Attraverso le riflessioni di illustri relatori, sono emersi ritratti nitidi e appassionati:

  • Giambattista Bosco Lucarelli, analizzato dall’On. Roberto Costanzo;

  • Raffaele De Caro, tratteggiato dal prof. Antonio Gisondi;

  • Antonio Cifaldi, approfondito dal prof. Mario Pedicini;

  • Giovanni Perlingieri, illustrato dall’avv. Alessandro Tanzillo;

  • Alfredo Covelli, nelle riflessioni del prof. Fabio Torriero.

Questi nomi figurano tra i 556 membri (di cui solo 21 donne) che ebbero l'arduo compito di ricostruire l'Italia dalle macerie della guerra.

Il "Sogno Sannita" e il monito di Roberto Costanzo

Particolarmente incisivo l’intervento dell’On. Roberto Costanzo, che ha ricordato il coraggio di Bosco Lucarelli. In un’epoca di grandi incertezze, Lucarelli non ebbe dubbi nel dichiararsi repubblicano al referendum del 1946, a differenza di De Caro che scelse la monarchia.

Costanzo ha rievocato il celebre discorso di Lucarelli del 30 maggio 1947, un grido per l'autonomia regionale del Sannio: “Continueremo a combattere fino a che giustizia sarà fatta”. A distanza di quasi ottant'anni, quel monito resta una ferita aperta. Costanzo ha stigmatizzato l'incapacità dei territori di Benevento, Avellino e Campobasso di trovare una strada comune di cooperazione, preferendo spesso "lotte tra poveri" all'unione delle forze contro l'emarginazione delle aree interne.

Ricordi di famiglia: l'omaggio ad Alfredo Covelli

La serata ha vissuto momenti di profonda commozione grazie alla presenza dei familiari dei costituenti. Tra questi, l'intervento di Maria Rosaria Covelli, Presidente della Corte d’Appello di Napoli. Magistrato di lungo corso, ha offerto un ritratto intimo del padre Alfredo Covelli.

Nato a Bonito ma profondamente legato a Benevento, Covelli fu un intellettuale di rara cultura, laureato in Lettere, Giurisprudenza e Scienze Politiche. La figlia ha ricordato con orgoglio i suoi anni come insegnante di latino e greco presso il liceo classico “Pietro Giannone”, un legame con la formazione dei giovani che precedette la sua ascesa nella politica nazionale.

Un'eredità da non disperdere

L'evento ha confermato quanto sia vivo l'interesse per le radici della nostra Repubblica. Il messaggio finale è chiaro: i "padri" sanniti non vanno solo commemorati, ma "ascoltati" ancora oggi per superare i campanilismi e guardare allo sviluppo del Sannio con la stessa lungimiranza e dignità che essi mostrarono tra i banchi della Costituente.

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