I costosi doni del Comune di Pompei a due ministri, a un vescovo e al direttore degli scavi, oggetto di indagine della Corte dei Conti

La Corte dei Conti della Campania ha acceso un faro su costosi doni del Comune di Pompei a due ministri, al direttore degli scavi archeologici di Pompei e al vescovo di Pompei Tommaso Caputo. La magi...

14 febbraio 2025 18:06
I costosi doni del Comune di Pompei a due ministri, a un vescovo e al direttore degli scavi, oggetto di indagine della Corte dei Conti -
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La Corte dei Conti della Campania ha acceso un faro su costosi doni del Comune di Pompei a due ministri, al direttore degli scavi archeologici di Pompei e al vescovo di Pompei Tommaso Caputo. La magistratura contabile, con il pubblico ministero Raffaella Miranda e il procuratore Antonio Giuseppone, ha incaricato i militari della Guardia di Finanza di Torre Annunziata di notificare un invito a dedurre al sindaco Carmine Lo Sapio e a due dirigenti ritenuti responsabili degli acquisiti effettuati, secondo quanto si è appreso, prima che ci fosse un via libera della giunta. Si tratta, in particolare, di due chiavi d'oro, del valore di circa 15mila euro ciascuna, consegnate all'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano (di questo monile non si trova traccia e comunque lo stesso Sangiuliano ha spiegato di non averlo nella sua disponibilità) e al suo predecessore, Dario Franceschini (dopo averne appreso il valore ne annunciò la restituzione). La chiave d'oro a Sangiuliano è stata consegnata lo scorso luglio nel corso di una cerimonia a cui ha preso parte anche l'imprenditrice Maria Rosaria Boccia secondo la quale la consegna all'ex ministro, come dichiarato in una intervista, avvenne grazie alla sua intermediazione. I due monili sono effettivamente di particolare pregio: realizzati in oro 9 carati, del peso di 150 grammi, su cui sono stati coniati lo stemma della città mariana e le iniziali del ministro nelle cui mani sono stati consegnati. Alle chiavi si aggiungono un orologio, consegnato all'ex direttore degli scavi di Pompei Massimo Osanna, e un rosario, donato al vescovo di Pompei Caputo, anch'esso in oro, del valore di oltre 5mila euro, regalato in occasione dei 50 anni della sua ordinazione. Complessivamente la Procura della Corte dei Conti della Campania contesta un danno erariale da 44mila euro. "In data 13 febbraio - fa sapere il Comune di Pompei - è stato notificato dalla Corte dei Conti solo un invito a fornire deduzioni, in merito alla questione delle chiavi, da parte del sindaco e dei due dirigenti, nei termini di 45 giorni. Daremo mandato ai nostri legali per predisporre le controindicazioni richieste". A parere degli inquirenti i regali sarebbero troppo costosi e non rispetterebbero i criteri di sobrietà e congruità richiesti a cui amministra un ente pubblico, come il Comune di Pompei. Non solo. A parere dei magistrati contabili quei regali avevano non l'obiettivo di promuovere i risultati dell'amministrazione comunale di Pompei ma quelli del suo sindaco.

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