I campani snobbano l'auto nuova ma investono sulla casa e sui prodotti tech
Nel 2025 la Campania spende 4,7 miliardi in beni durevoli: crolla l'acquisto di vetture, mentre crescono tecnologia, telefonia ed elettrodomestici.
Nel 2025 le famiglie della Campania hanno speso 4,7 miliardi di euro in beni durevoli, registrando una flessione complessiva del 2,1% rispetto al 2024. È quanto emerge dal 32° Osservatorio Annuale Consumi Findomestic, presentato oggi per analizzare i comportamenti d'acquisto regionali e provinciali. La contrazione della spesa media per nucleo familiare, fermatasi a 2.083 euro, posiziona la regione all'ultimo posto della classifica nazionale. A determinare questo risultato è soprattutto il comparto della mobilità su quattro ruote, parzialmente compensato dalla forte vitalità mostrata nei settori legati alla connettività e alla cura dell'ambiente domestico.
Il vero e proprio affondo del mercato campano si concentra sulle autovetture di prima immatricolazione, che registrano un crollo del 15,1% fermandosi a 680 milioni di euro totali e posizionando i campani all'ultimo posto in Italia per spesa media nel comparto. Le auto usate contengono le perdite arretrando appena dell'1,3% con una spesa di oltre 1,5 miliardi di euro, dimostrando come le famiglie preferiscano soluzioni d'acquisto più contenute. Si conferma invece eccezionale la passione per i motoveicoli, che con 286 milioni di euro e un incremento dello 0,6% rappresentano il primato nazionale per volume di vendite.
In controtendenza rispetto alla mobilità tradizionale, i consumi legati all'innovazione digitale e all'ambiente domestico hanno mostrato un dinamismo sorprendente. L'Information Technology è salita a 136 milioni di euro con un aumento del 3%, collocando i nuclei familiari campani al secondo posto in Italia per spesa media pari a 99 euro. Ottime notizie arrivano anche dal comparto degli elettrodomestici, arrivati a 479 milioni di euro grazie a un balzo del 5,2%, e dalla telefonia, che registra una crescita del 2,6% toccando quota 446 milioni. SOstanzialmente stabili appaiono i settori dei mobili, con un totale di 1,04 miliardi, e dell'elettronica di consumo, che chiude a 115 milioni di euro.
La mappa provinciale riflette dinamiche territoriali eterogenee, dominata dall'enorme peso specifico del capoluogo partenopeo. Napoli assorbe da sola oltre la metà dei consumi regionali toccando 2,45 miliardi di euro, trascinata da una crescita significativa in elettrodomestici e tecnologia a fronte di un crollo del 16% nelle vetture nuove. Salerno e Caserta accusano la frenata più severa accusando cali complessivi superiori al 2,5%, fortemente penalizzate dal comparto auto. Mostrano invece maggiore resilienza i territori interni di Avellino e Benevento, dove la tenuta del mercato dell'usato e la crescita del settore casa hanno permesso di contenere le perdite complessive.