La Protesta

Gratteri: «Proteste legittime, non si può dire che siano organizzate dalle mafie»

Il procuratore di Napoli: «Ai presidi ho visto gente pulita». Sui rincari del gasolio: «Gli agricoltori vanno in perdita».

24 ottobre 2026 08:22
Gratteri: «Proteste legittime, non si può dire che siano organizzate dalle mafie» -
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«Non posso sopportare che si dica che le manifestazioni siano organizzate dalle mafie: questo non è giusto, semplicemente perché non è vero». Il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, interviene sulle proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori, invitando a evitare generalizzazioni e distinguendo la partecipazione di eventuali esponenti della criminalità organizzata dalla natura delle mobilitazioni.

Per chiarire il concetto, il magistrato propone l'esempio di una manifestazione studentesca a Milano, durante la quale un gruppo di delinquenti si infiltri tra i partecipanti e provochi devastazioni. «Cosa vuol dire? Che gli studenti sono delinquenti e che hanno organizzato la protesta per devastare? Non è così», osserva, mettendo in guardia dalle analisi che non distinguono tra chi protesta legittimamente e chi può inserirsi nelle iniziative per altri scopi.

La possibile presenza di esponenti mafiosi, spiega il procuratore, è una questione che deve essere verificata attraverso le indagini della Procura e della polizia giudiziaria. Anche l'eventuale tentativo di alcuni criminali di intestarsi una protesta non autorizza, tuttavia, a considerare l'intera mobilitazione come un'iniziativa della criminalità organizzata.

Al centro delle manifestazioni ci sono anche le difficoltà economiche del comparto agricolo, aggravate dall'aumento del costo del carburante. Gratteri richiama il prezzo del gasolio agricolo, passato da 1,05 euro al litro nel gennaio 2026 a un valore doppio, mentre i ricavi dalla vendita di ortaggi e agrumi non sarebbero aumentati in misura corrispondente.

Una situazione che rischia di mettere in perdita le aziende, già esposte ai danni provocati dagli eventi atmosferici. «Bisogna conoscere il mondo dell'agricoltura, non basta sbuffare per i disagi: quella è la loro vita, è la storia di intere famiglie, da generazioni», conclude il procuratore, richiamando l'attenzione sulle ragioni economiche e sociali alla base della protesta.

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