Allarme Giustizia

Gratteri: «A Napoli 1.500 misure cautelari pendenti, a fine dicembre saranno 2.000»

Il procuratore Nicola Gratteri denuncia il rischio di un ulteriore accumulo: mancano dieci magistrati. Chiesto il trasferimento di giudici dal collegio del Tribunale e il prolungamento delle udienze anche nel pomeriggio.

04 novembre 2026 16:42
Gratteri: «A Napoli 1.500 misure cautelari pendenti, a fine dicembre saranno 2.000» -
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Cresce il numero delle richieste di misure cautelari ancora in attesa di essere esaminate dall'ufficio Gip del Tribunale di Napoli. Un arretrato che, secondo il procuratore della Repubblica Nicola Gratteri, rischia di raggiungere quota 2.000 entro il prossimo mese di dicembre, se non verranno adottati interventi per rafforzare l'organico dei giudici per le indagini preliminari.

«A settembre avevamo parlato di 1.300 richieste di misure cautelari pendenti. Oggi siamo arrivati quasi a 1.500 e il numero è destinato a salire. A dicembre arriveremo anche a 2.000 richieste», ha dichiarato Gratteri a margine della conferenza stampa sull'operazione che ha colpito tre clan criminali attivi nel quartiere Pianura, a Napoli.

Il problema principale, secondo il procuratore, è la carenza di magistrati assegnati all'ufficio Gip, dove mancano dieci giudici. Una situazione per la quale Gratteri ha già sollecitato interventi organizzativi, proponendo di destinare alcuni magistrati attualmente impegnati nei collegi del Tribunale all'ufficio Gip e di prolungare l'attività giudiziaria anche nelle ore pomeridiane.

«Ho chiesto di spostare giudici dal collegio del Tribunale all'ufficio Gip e ho invitato a proseguire le udienze anche nel pomeriggio, così da compensare la carenza di organico. Purtroppo a oggi non ho notizie di questi cambiamenti. Non c'è nessun Gip in più», ha sottolineato il capo della Procura.

Il procuratore ha evidenziato come l'incremento delle richieste sia legato anche alla maggiore attività investigativa degli uffici requirenti e delle forze di polizia giudiziaria. «Da settembre a oggi sono aumentate di 200 le richieste di custodia cautelare. L'ufficio Gip lavora tantissimo, i giudici sono bravissimi, ma non possono reggere questo ritmo. La Procura sta producendo più di prima e la polizia giudiziaria è sempre più performante», ha spiegato.

Il rischio, dunque, è che alla crescita dell'attività investigativa non corrisponda un'adeguata capacità di risposta nella fase di valutazione delle richieste cautelari. Da qui l'appello di Gratteri affinché vengano assunte decisioni in tempi rapidi, prima che l'arretrato continui ad aumentare.

«Se qualcuno non mette mano a questa situazione, non ci ascolta e non prende posizione, vedrete che il numero aumenterà», ha avvertito il procuratore, precisando di aver già affrontato la questione nelle sedi istituzionali prima di renderla pubblica.

«Stiamo dicendo queste cose con lealtà. Prima di parlarne pubblicamente ho parlato privatamente con chi di competenza», ha concluso Gratteri.

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